Una regione che parla due lingue e fa due vini diversi. A nord l'Alto Adige — Südtirol — dei bianchi tesi e aromatici e dei villaggi tirolesi sulla Strada del Vino; a sud il Trentino del Teroldego, del Marzemino e delle bollicine metodo classico nate dal sogno di Giulio Ferrari. In mezzo scorre l'Adige, che da secoli lega due mondi alpini in un'unica valle del vino.A region that speaks two languages and makes two different wines. To the north, Alto Adige — Südtirol — of taut, aromatic whites and Tyrolean villages along the Wine Road; to the south, Trentino with its Teroldego, Marzemino and traditional-method sparkling wines born of Giulio Ferrari's dream. Between them runs the Adige, which for centuries has bound two alpine worlds into a single wine valley.
Il territorioThe territory
La terraThe land
Montagna vera. Le vigne si aggrappano a pendii ripidi tra i 200 e oltre i 1.000 metri, lungo le valli scavate dai ghiacciai. Suoli di porfido, calcare dolomitico e ghiaie alluvionali; forti escursioni termiche tra il giorno e la notte che fissano profumi e acidità. È viticoltura di montagna, faticosa e di precisione.Real mountains. Vines cling to steep slopes between 200 and over 1,000 metres, along glacier-carved valleys. Soils of porphyry, dolomitic limestone and alluvial gravels; wide day-to-night temperature swings that lock in aromas and acidity. This is mountain viticulture — demanding and precise.
Il vitignoThe grape
Due mondi varietali. In Alto Adige i bianchi aromatici e minerali — Gewürztraminer, Pinot bianco, Sauvignon — e i rossi alpini Schiava e Lagrein. In Trentino gli autoctoni Teroldego, Marzemino e Nosiola, accanto allo Chardonnay e al Pinot nero che danno corpo al metodo classico Trentodoc.Two varietal worlds. In Alto Adige the aromatic, mineral whites — Gewürztraminer, Pinot Bianco, Sauvignon — and the alpine reds Schiava and Lagrein. In Trentino the native Teroldego, Marzemino and Nosiola, alongside the Chardonnay and Pinot Noir that build the Trentodoc traditional-method sparklers.
L'uomoThe human hand
Una cultura del vino doppia, italiana e tirolese, e una tradizione cooperativa fra le più solide al mondo: in Alto Adige gran parte dei grandi bianchi nasce in cantine sociali. Eredità asburgica, pergola trentina e Strada del Vino raccontano secoli di mani che hanno addomesticato la montagna.A double wine culture, Italian and Tyrolean, and one of the world's most solid cooperative traditions: in Alto Adige many of the great whites are born in co-ops. Habsburg heritage, the Trentino pergola and the Wine Road tell of centuries of hands that tamed the mountain.
La mappaThe map

I tre distretti del vino del Trentino-Alto Adige: Alto Adige/Südtirol, Trentino e la Valle dell'Adige condivisa.The three wine districts of Trentino-Alto Adige: Alto Adige/Südtirol, Trentino and the shared Adige Valley.
- 1 Termeno / Tramin
- 2 Caldaro / Kaltern
- 3 Appiano / Eppan
- 4 Terlano / Terlan
- 5 Mezzocorona (Campo Rotaliano)
- 6 Lavis (Sorni)
- 7 Isera (Vallagarina)
- 8 Avio (Terradeiforti)
Zone e sottozoneZones and subzones
I vitigni del territorioThe grapes of the territory
Le denominazioniThe denominations
A tavolaAt the table
La cucina di montagna qui è doppia come i suoi vini. I canederli (Knödel) di pane e speck e gli Schlutzkrapfen ripieni di ricotta e spinaci chiedono un bianco fresco e profumato — un Gewürztraminer o un Pinot bianco. Lo speck affumicato e il Gröstl di patate e carne stanno bene su un rosso di montagna poco tannico come la Schiava o il Lagrein. I piatti più sostanziosi — la carne salada, la polenta con i funghi, il tortel di patate — reggono la struttura del Teroldego. Tra i formaggi, il Puzzone di Moena intenso e il Vezzena stagionato; sul classico strudel di mele, un Moscato giallo dolce o il raro Vino Santo Trentino da uve Nosiola.Mountain cooking here is as double as its wines. Canederli (Knödel) of bread and speck and Schlutzkrapfen filled with ricotta and spinach call for a fresh, fragrant white — a Gewürztraminer or a Pinot Bianco. Smoked speck and Gröstl of potato and meat sit well with a low-tannin mountain red such as Schiava or Lagrein. The heartier dishes — carne salada, polenta with mushrooms, potato tortel — stand up to the structure of Teroldego. Among the cheeses, the pungent Puzzone di Moena and aged Vezzena; with the classic apple strudel, a sweet Moscato Giallo or the rare Vino Santo Trentino from Nosiola grapes.
La storiaHistory
Per secoli questa è stata terra di confine. L'Adige, prima navigabile e poi percorso da carri e ferrovia, era la via che portava i vini verso i mercati di lingua tedesca, e i vigneti del Tirolo storico rifornivano le corti e i monasteri d'oltralpe. Lo si sente ancora nei nomi: il Gewürztraminer, uno dei bianchi più aromatici d'Italia, porta nel nome quello di Termeno — Tramin in tedesco — il paese affacciato su una delle strade del vino più antiche del Paese.For centuries this was a border land. The Adige — first navigable, then followed by carts and railway — was the route that carried wine toward German-speaking markets, and the vineyards of the historic Tyrol supplied the courts and monasteries beyond the Alps. You can still hear it in the names: Gewürztraminer, one of Italy's most aromatic whites, carries in its name that of Termeno — Tramin in German — the village overlooking one of the country's oldest wine roads.
A sud, all'inizio del Novecento, un giovane enologo di nome Giulio Ferrari ebbe un'idea che a molti parve azzardata. Tornato da viaggi di studio in Francia e in Germania, era convinto che il clima fresco e le forti escursioni del Trentino potessero dare uno spumante all'altezza dello Champagne. Nel 1902 fondò a Trento la sua piccola cantina e fu tra i primi a credere nello Chardonnay e nel Pinot nero su queste montagne. Non avendo eredi, nel 1952 cedette l'azienda a Bruno Lunelli perché ne custodisse il nome. La scommessa fu vinta: nel 1993 il Trento divenne la prima denominazione italiana riservata ai soli spumanti metodo classico. Oggi le bollicine di montagna del Trentino e i bianchi tesi dell'Alto Adige raccontano, insieme, la stessa terra a due lingue.To the south, at the turn of the twentieth century, a young winemaker named Giulio Ferrari had an idea many thought reckless. Back from study trips to France and Germany, he was convinced that Trentino's cool climate and sharp temperature swings could yield a sparkling wine to rival Champagne. In 1902 he founded his small cellar in Trento and was among the first to believe in Chardonnay and Pinot Noir on these mountains. Having no heirs, in 1952 he handed the winery to Bruno Lunelli to safeguard its name. The bet paid off: in 1993 Trento became the first Italian denomination reserved solely for traditional-method sparkling wine. Today Trentino's mountain bubbles and Alto Adige's taut whites tell, together, the same land in two languages.
I profili dei vini descrivono il carattere tipico e ricorrente, non una specifica annata. Nessun premio, punteggio o classifica inventati.Wine profiles describe the typical, recurring character, not a specific vintage. No invented awards, scores or rankings.