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Lazio

Vino di vulcani e di laghi, alle porte di RomaWine of volcanoes and lakes, at the gates of Rome

Il Lazio si beve da duemila anni e si racconta da poco. Quattro apparati vulcanici spenti — Vulsini, Cimini, Sabatini e il Vulcano Laziale — hanno lasciato colline tonde, laghi dentro i crateri e suoli di tufo e pozzolana: è lì che sta quasi tutta la vite. Le denominazioni sono trentasei: 3 DOCG, 27 DOC e 6 IGT. Due delle tre DOCG portano il nome di Frascati; la terza è il Cesanese del Piglio, l'unico rosso della regione salito al vertice della piramide. Per secoli la vicinanza di Roma è stata la fortuna e il limite di questi vini — un mercato garantito che chiedeva quantità e non chiedeva altro. Da una trentina d'anni la direzione si è invertita.Lazio has been drunk for two thousand years and written about only recently. Four extinct volcanic systems — Vulsini, Cimini, Sabatini and the Alban Volcano — left rounded hills, lakes inside craters and soils of tuff and pozzolana: that is where almost all the vines are. There are thirty-six denominations: 3 DOCG, 27 DOC and 6 IGT. Two of the three DOCG carry the name of Frascati; the third is Cesanese del Piglio, the region's only red to have reached the top of the pyramid. For centuries the nearness of Rome was both the fortune and the ceiling of these wines — a guaranteed market that asked for volume and asked for nothing else. For some thirty years now the direction has reversed.

Il territorioThe territory

La terraThe land

Suoli vulcanici quasi ovunque: tufi, pozzolane e ceneri ricche di potassio sui Colli Albani — dove Castel de Paolis descrive i propri vigneti a 250 metri su «tufi granulari e pozzolane» — e poi sui Cimini e attorno al lago di Bolsena. A est il quadro cambia: la Ciociaria e la Sabina stanno sul calcare appenninico, con esposizioni più fresche e vendemmie più tarde. A sud c'è la pianura dell'Agro Pontino, bonificata negli anni Trenta e arrivata alla viticoltura di qualità solo negli anni Ottanta, con l'aria del mare a fare da termostato.Volcanic soils almost everywhere: tuff, pozzolana and potassium-rich ash on the Alban Hills — where Castel de Paolis describes its own vineyards at 250 metres on «granular tuff and pozzolana» — and then on the Cimini and around Lake Bolsena. To the east the picture changes: Ciociaria and Sabina sit on Apennine limestone, with cooler exposures and later harvests. To the south lies the Pontine plain, drained in the 1930s and turned to quality winegrowing only in the 1980s, with sea air acting as a thermostat.

Il vitignoThe grape

Il Lazio è terra di bianchi, e i bianchi qui si fanno assemblando. Il disciplinare del Frascati Superiore DOCG chiede almeno il 70% fra Malvasia bianca di Candia e Malvasia del Lazio (la puntinata), lasciando il resto a Bellone, Bombino bianco, Greco bianco, Trebbiano toscano e Trebbiano giallo. A Montefiascone si rovescia la proporzione: l'Est! Est!! Est!!! parte dal Trebbiano toscano, che lì chiamano Procanico. Sui rossi comanda il Cesanese: il Piglio DOCG ne vuole almeno il 90%, fra Cesanese di Affile e Cesanese comune. Poi ci sono le monovarietali di nicchia — Bellone a Cori (minimo 50% nel bianco), Moscato di Terracina (minimo 85%), Aleatico a Gradoli (minimo 95%).Lazio is white-wine country, and here whites are made by blending. The Frascati Superiore DOCG rules call for at least 70% between Malvasia bianca di Candia and Malvasia del Lazio (the puntinata), leaving the rest to Bellone, Bombino bianco, Greco bianco, Trebbiano toscano and Trebbiano giallo. At Montefiascone the proportion is reversed: Est! Est!! Est!!! starts from Trebbiano toscano, locally called Procanico. Among reds Cesanese rules: Piglio DOCG requires at least 90% of it, between Cesanese di Affile and Cesanese comune. Then come the niche varietals — Bellone at Cori (minimum 50% in the white), Moscato di Terracina (minimum 85%), Aleatico at Gradoli (minimum 95%).

L'uomoThe human hand

Per secoli il vino laziale è stato pensato per essere bevuto giovane nelle osterie di Roma, a pochi chilometri dalla vigna: nessuno aveva motivo di farlo durare. Il cambio di passo è recente e si legge nelle date ufficiali. Il Cesanese del Piglio diventa DOCG nel 2008, Frascati Superiore e Cannellino di Frascati nel 2011, e sempre nel 2011 nasce la DOC Roma — la capitale ha una denominazione col proprio nome da meno di vent'anni.For centuries wine from Lazio was made to be drunk young in the taverns of Rome, a few kilometres from the vineyard: nobody had a reason to make it last. The change of pace is recent and can be read in the official dates. Cesanese del Piglio became DOCG in 2008, Frascati Superiore and Cannellino di Frascati in 2011, and in that same 2011 the Roma DOC was created — the capital has had a denomination bearing its own name for less than twenty years.

La mappaThe map

Mappa del territorio

I quattro distretti del vino laziale e venti comuni che ne segnano il perimetro, dal lago di Bolsena al mare di Terracina.The four districts of Lazio wine and twenty municipalities that mark their outline, from Lake Bolsena to the sea at Terracina.

Tuscia e Bolsena
  • 1 Montefiascone
  • 2 Gradoli
  • 3 Grotte di Castro
  • 4 Civitella d'Agliano
  • 5 Vignanello
Castelli Romani
  • 6 Frascati
  • 7 Monte Porzio Catone
  • 8 Grottaferrata
  • 9 Marino
  • 10 Monte Compatri
Sabina e Ciociaria
  • 11 Montopoli di Sabina
  • 12 Olevano Romano
  • 13 Affile
  • 14 Piglio
  • 15 Acuto
Agro Pontino e costa
  • 16 Cori
  • 17 Sezze
  • 18 Sonnino
  • 19 Terracina
  • 20 Monte San Biagio

Zone e sottozoneZones and subzones

Castelli Romani
È il distretto che ha fatto conoscere il Lazio fuori dall'Italia, e ospita due delle tre DOCG della regione: Frascati Superiore e Cannellino di Frascati, entrambe riconosciute nel 2011. Attorno al cratere che oggi è il lago Albano si stringono in pochi chilometri Frascati, Marino, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Colonna, Zagarolo, Velletri, Lanuvio: buona parte di questi paesi dà il nome a una denominazione, e tutti stanno sullo stesso tufo. I vini sono bianchi da uvaggio, con la Malvasia in maggioranza; il Cannellino è la versione dolce da uve lasciate sulla pianta fino a novembre.This is the district that made Lazio known outside Italy, and it holds two of the region's three DOCG: Frascati Superiore and Cannellino di Frascati, both recognised in 2011. Around the crater that is today Lake Albano, Frascati, Marino, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Colonna, Zagarolo, Velletri and Lanuvio crowd into a few kilometres: most of these towns give their name to a denomination, and all of them sit on the same tuff. The wines are blended whites, with Malvasia in the majority; Cannellino is the sweet version, from grapes left on the vine until November.
Sabina e Ciociaria
L'arco collinare a est di Roma, dal Reatino alla provincia di Frosinone, è l'unico pezzo di Lazio dove il rosso comanda: qui sta il Cesanese, e qui sta l'unica DOCG rossa della regione. Il Cesanese del Piglio o Piglio è DOC dal 1973 e DOCG dal 2008; poco più a nord gli fanno compagnia il Cesanese di Olevano Romano e il Cesanese di Affile, due DOC piccolissime sui versanti dei monti Prenestini e Affilani. Verso il Tevere e la Sabina si passa al calcare, con il Colli della Sabina e il Bianco Capena; nella valle di Comino, ai piedi delle Mainarde, l'Atina DOC lavora quasi solo vitigni bordolesi.The arc of hills east of Rome, from the Rieti area down to the province of Frosinone, is the only part of Lazio where red rules: this is Cesanese country, and home to the region's only red DOCG. Cesanese del Piglio or Piglio has been DOC since 1973 and DOCG since 2008; a little further north it is joined by Cesanese di Olevano Romano and Cesanese di Affile, two tiny DOC on the slopes of the Prenestini and Affilani mountains. Towards the Tiber and the Sabina the soil turns to limestone, with Colli della Sabina and Bianco Capena; in the Comino valley, at the foot of the Mainarde, Atina DOC works almost exclusively with Bordeaux varieties.
Tuscia e Bolsena
L'alto Lazio, fra il lago di Bolsena e la valle del Tevere, è il regno dei bianchi da Trebbiano — toscano e giallo, che qui si chiamano Procanico e Rossetto. Il nome che si conosce è Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, DOC dal 1966; accanto lavorano il Colli Etruschi Viterbesi o Tuscia, il Vignanello, l'Orvieto condiviso con l'Umbria e, sulla riva nord del lago, la piccolissima Aleatico di Gradoli, un rosso dolce da uve appassite. Le cantine sono spesso scavate nel tufo, e restano a dodici gradi tutto l'anno.Northern Lazio, between Lake Bolsena and the Tiber valley, is the realm of Trebbiano-based whites — toscano and giallo, known here as Procanico and Rossetto. The familiar name is Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, DOC since 1966; alongside it work Colli Etruschi Viterbesi or Tuscia, Vignanello, Orvieto (shared with Umbria) and, on the northern shore of the lake, the tiny Aleatico di Gradoli, a sweet red from dried grapes. Cellars here are often dug into the tuff, and stay at twelve degrees all year round.
Agro Pontino e costa
È il Lazio più giovane: la pianura pontina è stata bonificata negli anni Trenta e la vite di qualità vi è arrivata solo negli anni Ottanta, con un approccio dichiaratamente sperimentale sulle varietà. Sulle pendici dei monti Lepini resistono invece due autoctoni antichi, il Bellone e il Nero Buono di Cori, che sono le uve di base della Cori DOC (1971), il primo nel bianco e il secondo nel rosso. Più a sud, fra Terracina, Sonnino e Monte San Biagio, cresce un Moscato non come gli altri: il Moscato di Terracina, DOC dal 2007, vinificato secco più spesso che dolce. Completano il quadro Aprilia, Nettuno e il Circeo, affacciati sul mare.This is the youngest Lazio: the Pontine plain was drained in the 1930s and quality viticulture arrived only in the 1980s, with an openly experimental approach to varieties. On the slopes of the Lepini mountains two old natives hold on instead, Bellone and Nero Buono di Cori, the base grapes of Cori DOC (1971), the first in the white and the second in the red. Further south, between Terracina, Sonnino and Monte San Biagio, grows a Moscato unlike the others: Moscato di Terracina, DOC since 2007, vinified dry more often than sweet. Aprilia, Nettuno and Circeo, facing the sea, complete the picture.

I vitigni del territorioThe grapes of the territory

Malvasia del LazioMalvasia bianca di CandiaTrebbiano toscano →Trebbiano gialloBelloneBombino biancoGreco biancoGrechetto →Cesanese di AffileCesanese comuneNero Buono di CoriMoscato di TerracinaAleaticoMontepulciano →Merlot →Syrah →Viognier →

Le denominazioniThe denominations

Il Lazio conta 3 DOCG, 27 DOC e 6 IGT: trentasei denominazioni in tutto, qui elencate per intero. Conteggio e nomi ufficiali vengono dagli elenchi dei vini DOP e IGP del Masaf e dal catalogo nazionale delle denominazioni, letti alla fonte, e sono incrociati con l'elenco regionale dell'ARSIAL. L'Orvieto è condiviso con l'Umbria. Il raggruppamento per distretto è una scelta editoriale e segue i colori della mappa qui sopra; l'IGT che copre l'intera regione è indicata a parte.Lazio has 3 DOCG, 27 DOC and 6 IGT: thirty-six denominations in all, listed here in full. The count and the official names come from the Masaf lists of PDO and PGI wines and from the national register of denominations, read at source, and are cross-checked against the regional list published by ARSIAL. Orvieto is shared with Umbria. The grouping by district is an editorial choice and follows the colours of the map above; the IGT covering the whole region is listed separately.
Castelli Romani
DOCGFrascati SuperioreRoma
DOCGCannellino di FrascatiRoma
DOCRomaRoma
Classico
DOCMarinoRoma
Classico
DOCCastelli RomaniRoma, Latina
DOCColli AlbaniRoma
DOCColli LanuviniRoma
DOCVelletriRoma, Latina
DOCMontecompatri ColonnaRoma
DOCZagaroloRoma
Sabina e Ciociaria
DOCGCesanese del PiglioFrosinone
DOCCesanese di Olevano RomanoRoma
DOCCesanese di AffileRoma
DOCColli della SabinaRieti, Roma
DOCGenazzanoRoma, Frosinone
DOCAtinaFrosinone
DOCBianco CapenaRoma
IGTFrusinateFrosinone
IGTAnagniFrosinone
Tuscia e Bolsena
DOCEst! Est!! Est!!! di MontefiasconeViterbo
Classico ★
DOCAleatico di GradoliViterbo
DOCColli Etruschi ViterbesiViterbo
DOCVignanelloViterbo
DOCTarquiniaViterbo, Roma
DOCCerveteriRoma, Viterbo
IGTCivitella d'AglianoViterbo
IGTColli CiminiViterbo
IGTCosta Etrusco RomanaRoma, Viterbo
Agro Pontino e costa
DOCCoriLatina
DOCMoscato di TerracinaLatina
DOCApriliaLatina, Roma
DOCCirceoLatina
DOCNettunoRoma
In tutta la regione
IGTLaziotutte le province
★ le più rappresentative del territorio★ the most representative of the territory

A tavolaAt the table

La cucina romana è fatta di pochi ingredienti forti e ripetuti: guanciale, pecorino, pepe, carciofo, agnello. Non chiede vini importanti, chiede vini che tengano il passo del sale e del grasso. Sulla carbonara, sulla gricia e sulla cacio e pepe la risposta locale è un bianco di corpo e di acidità viva — un Frascati Superiore DOCG da uve Malvasia, servito fresco ma non gelato: la freschezza ripulisce il palato fra un boccone e l'altro, e la sapidità regge il pecorino senza fare a gara con lui.Roman cooking is built on a few strong, repeated ingredients: guanciale, pecorino, pepper, artichoke, lamb. It does not call for big, structured wines, it asks for wines that keep up with salt and fat. With carbonara, gricia and cacio e pepe the local answer is a white with body and lively acidity — a Frascati Superiore DOCG from Malvasia grapes, served cool but not ice-cold: the freshness cleans the palate between mouthfuls, and the savouriness stands up to the pecorino without competing with it.

Quando entra il pomodoro si passa al rosso. L'amatriciana e la trippa alla romana stanno bene con un Cesanese giovane — di Olevano Romano o del Piglio — che ha frutto rosso, tannino gentile e non copre. Per i piatti lunghi e grassi del quinto quarto, la coda alla vaccinara su tutti, serve invece un Cesanese del Piglio DOCG Superiore, con qualche anno addosso e un tannino che asciuga. L'abbacchio a scottadito e la porchetta di Ariccia IGP chiedono la stessa cosa: struttura media, niente legno invadente.When tomato enters, move to red. Amatriciana and Roman-style tripe go well with a young Cesanese — from Olevano Romano or from Piglio — with red fruit, gentle tannin and no tendency to cover the dish. For the long, fatty offal dishes, coda alla vaccinara above all, you need a Cesanese del Piglio DOCG Superiore instead, with a few years behind it and a tannin that dries the palate. Abbacchio a scottadito and Porchetta di Ariccia IGP ask for the same thing: medium structure, no intrusive oak.

Restano i due casi difficili. Il carciofo — alla giudia o alla romana — mette in crisi quasi tutti i vini, e la strada che funziona è una bollicina secca e senza dosaggio, che non aggiunge dolcezza a un ortaggio già amaricante: nel Lazio esiste, ed è un metodo classico da uve Bellone. Sui fritti — filetti di baccalà, fiori di zucca, supplì — vale lo stesso principio, oppure un Est! Est!! Est!!! di Montefiascone bevuto giovane. Sul dolce, la crostata di visciole e la ricotta romana DOP portano dritti al Cannellino di Frascati DOCG; per il cioccolato o le mandorle, l'Aleatico di Gradoli.Two difficult cases remain. The artichoke — alla giudia or alla romana — defeats almost every wine, and the approach that works is a dry sparkling wine with no dosage, which adds no sweetness to an already bitter vegetable: Lazio has one, a traditional-method sparkler from Bellone grapes. With fried food — salt cod fillets, courgette flowers, supplì — the same principle applies, or an Est! Est!! Est!!! di Montefiascone drunk young. For dessert, sour-cherry tart and Ricotta Romana DOP lead straight to Cannellino di Frascati DOCG; for chocolate or almonds, Aleatico di Gradoli.

La storiaHistory

La storia più raccontata del vino laziale comincia con un servo e un gessetto. Nel 1111, dice la tradizione, un prelato tedesco diretto a Roma manda avanti il suo domestico Martino con l'incarico di assaggiare il vino nelle osterie lungo la strada e di scrivere «Est» sulla porta di quelle buone. A Montefiascone, davanti al bianco del posto, Martino perde la misura e scrive tre volte: Est! Est!! Est!!! Il padrone si ferma, beve, e non riparte più.The best-known story of Lazio wine begins with a servant and a piece of chalk. In 1111, tradition says, a German prelate on his way to Rome sent his manservant Martino ahead with orders to taste the wine in the inns along the road and write «Est» on the door of the good ones. At Montefiascone, faced with the local white, Martino lost all restraint and wrote it three times: Est! Est!! Est!!! His master stopped, drank, and never left.

È una leggenda, e va detto: nessun documento contemporaneo la conferma, e le versioni cambiano di continuo — il protagonista è di volta in volta vescovo, dignitario di Augusta o pellegrino, con il cognome scritto Defuk, De Fuk o Fugger. Nella basilica di San Flaviano, a Montefiascone, c'è davvero una lastra tombale che la tradizione locale gli attribuisce, con l'epigrafe che gioca sul latino est. Chi si è occupato della pietra, però, la colloca per confronto stilistico molto più tardi dell'XI secolo: non può essere la sepoltura di un uomo morto nel 1111. Il racconto, insomma, non spiega da dove viene il vino: spiega da dove viene il nome.It is a legend, and that should be said plainly: no contemporary document confirms it, and the versions keep changing — the protagonist is variously a bishop, a dignitary of Augsburg or a pilgrim, his surname written Defuk, De Fuk or Fugger. In the basilica of San Flaviano at Montefiascone there really is a tomb slab that local tradition attributes to him, with an epitaph playing on the Latin est. Those who have studied the stone, however, date it on stylistic grounds far later than the eleventh century: it cannot be the burial of a man who died in 1111. The tale, in short, does not explain where the wine comes from: it explains where the name comes from.

La data che invece si può leggere su un atto è un'altra, ed è molto più vicina a noi. Il 3 marzo 1966, in applicazione della legge del 1963 che aveva appena istituito le denominazioni di origine, un decreto approva il disciplinare dell'Est! Est!! Est!!! di Montefiascone. Lo stesso 3 marzo 1966 ne viene firmato un altro, per il Frascati. I due vini che avevano dissetato la corte papale e le osterie di Roma entrano nel sistema italiano delle DOC insieme, nella primissima ondata di riconoscimenti.The date that can actually be read on a legal act is a different one, and much closer to us. On 3 March 1966, applying the 1963 law that had just created denominations of origin, a decree approved the production rules for Est! Est!! Est!!! di Montefiascone. On that same 3 March 1966 another one was signed, for Frascati. The two wines that had quenched the papal court and the taverns of Rome entered the Italian DOC system together, in the very first wave of recognitions.

Ancora nel 1966 arriva l'Aprilia; poi il Lazio ha impiegato mezzo secolo a completare il disegno: Marino e Colli Albani nel 1970, Colli Lanuvini e Cori nel 1971, Velletri e Aleatico di Gradoli nel 1972, Cesanese di Olevano Romano e Zagarolo nel 1973, Cerveteri nel 1974, Bianco Capena nel 1975. Il disegno si allarga ancora negli anni Novanta — Colli della Sabina e Colli Etruschi Viterbesi o Tuscia nel 1996 — e il salto di categoria arriva dopo il 2000: Moscato di Terracina nel 2007, il Cesanese del Piglio promosso a DOCG nel 2008, e nel 2011 tre atti nello stesso anno — Frascati Superiore e Cannellino di Frascati alla DOCG, e la nascita della DOC Roma. Millenni di vigne alle porte della capitale, e una denominazione che porta il nome di Roma solo dal 2011.Aprilia followed later in 1966; then Lazio took half a century to complete the picture: Marino and Colli Albani in 1970, Colli Lanuvini and Cori in 1971, Velletri and Aleatico di Gradoli in 1972, Cesanese di Olevano Romano and Zagarolo in 1973, Cerveteri in 1974, Bianco Capena in 1975. The picture widened again in the 1990s — Colli della Sabina and Colli Etruschi Viterbesi or Tuscia in 1996 — and the step up in category came after 2000: Moscato di Terracina in 2007, Cesanese del Piglio promoted to DOCG in 2008, and in 2011 three acts in a single year — Frascati Superiore and Cannellino di Frascati raised to DOCG, and the creation of the Roma DOC. Millennia of vineyards at the gates of the capital, and a denomination bearing the name of Rome only since 2011.

I conteggi (3 DOCG, 27 DOC, 6 IGT) sono verificati sugli elenchi ufficiali dei vini DOP e IGP del Masaf e sul catalogo nazionale delle denominazioni, e incrociati con l'elenco regionale dell'ARSIAL; tutte e trentasei le denominazioni sono elencate. Le basi ampelografiche, le zone, le sottozone e le date di riconoscimento citate vengono dai disciplinari ufficiali, aperti e letti uno per uno. L'Orvieto DOC è condiviso con l'Umbria e compare negli elenchi di entrambe le regioni. Il raggruppamento delle denominazioni nei quattro distretti della mappa è una scelta editoriale di Incalice, non una classificazione normativa: alcune denominazioni si estendono oltre i confini del distretto in cui le abbiamo collocate. La leggenda di Est! Est!! Est!!! è riportata come leggenda: non esiste documentazione contemporanea che la confermi.The counts (3 DOCG, 27 DOC, 6 IGT) are verified against the official Masaf lists of PDO and PGI wines and the national register of denominations, and cross-checked with the regional list published by ARSIAL; all thirty-six denominations are listed. The grape compositions, areas, subzones and recognition dates quoted come from the official production rules, opened and read one by one. Orvieto DOC is shared with Umbria and appears in the lists of both regions. Grouping the denominations into the four districts on the map is an editorial choice by Incalice, not a legal classification: some denominations extend beyond the district we placed them in. The Est! Est!! Est!!! legend is reported as a legend: no contemporary documentation confirms it.