Da non confondere con il borgo toscano: il Montepulciano è un'uva a bacca rossa che ha la sua casa in Abruzzo e dà vini di colore fitto, polpa generosa e tannino maturo. Accessibile e sincero da giovane, sa diventare profondo e longevo quando incontra la collina giusta.Not to be confused with the Tuscan hill town: Montepulciano is a red grape that calls Abruzzo home, giving wines of dense colour, generous flesh and ripe tannin. Approachable and honest when young, it turns deep and long-lived when it meets the right hillside.
Il carattereThe character
Dove cresceWhere it grows
L'Abruzzo è il regno del Montepulciano: lo si trova dalle colline di Teramo, a nord, a quelle di Chieti, Pescara e dell'Aquilano, dal mare fino alle quote più alte ai piedi di Gran Sasso e Maiella. Ma il vitigno è di casa anche oltre i confini regionali — nelle Marche (zona del Conero e del Piceno), in Molise, in Puglia (Foggiano), nel Lazio e in Umbria. È la seconda uva a bacca rossa più diffusa d'Italia dopo il Sangiovese, presente in decine di disciplinari del Centro-Sud.Abruzzo is Montepulciano's kingdom: it runs from the hills of Teramo in the north to those of Chieti, Pescara and the L'Aquila area, from the sea up to the higher elevations at the foot of the Gran Sasso and Maiella massifs. But the grape is also at home beyond the region — in the Marche (the Conero and Piceno areas), Molise, Puglia (the Foggia plain), Lazio and Umbria. It is the second most-planted red grape in Italy after Sangiovese, found across dozens of central and southern appellations.
Sulle colline di Teramo, ai piedi del Gran Sasso, l'altitudine e le forti escursioni termiche allungano la maturazione: il Montepulciano — qui almeno il 90%, con un eventuale saldo di Sangiovese — guadagna finezza, tannini più definiti e la spinta per invecchiare. È la prima DOCG nata attorno al vitigno, riconosciuta nel 2003.On the hills of Teramo, at the foot of the Gran Sasso, altitude and wide day-night temperature swings stretch out ripening: Montepulciano — here at least 90%, with a possible balance of Sangiovese — gains finesse, more defined tannins and the backbone to age. It is the first DOCG built around the grape, recognised in 2003.
Le denominazioniThe denominations
In cantina · gli stiliIn the cellar · the styles
A tavolaAt the table
Il corpo e il tannino maturo del Montepulciano chiedono piatti saporiti e sostanziosi. Sta benissimo sugli arrosticini e sull'agnello arrosto della tradizione abruzzese, accompagna la pasta al ragù e le grigliate di carne rossa e, con la sua struttura, regge i formaggi stagionati come il pecorino. Le versioni più giovani e morbide si abbinano bene anche a salumi e pizza.Montepulciano's body and ripe tannin call for savoury, hearty dishes. It is excellent with arrosticini and roast lamb in the Abruzzo tradition, accompanies ragù pasta and grilled red meats and, thanks to its structure, stands up to aged cheeses such as pecorino. Younger, softer versions also pair well with cured meats and pizza.
Si chiama ancheAlso known as
CuriositàDid you know
Il nome trae spesso in inganno: il Vino Nobile di Montepulciano, in Toscana, non si fa con quest'uva ma con il Sangiovese — qui chiamato Prugnolo Gentile — e prende nome dal borgo senese. Il Montepulciano «vero» è un'altra varietà, di casa in Abruzzo: un caso da manuale di omonimia del vino italiano.The name is a classic trap: Vino Nobile di Montepulciano, in Tuscany, is not made from this grape but from Sangiovese — locally called Prugnolo Gentile — and takes its name from the Sienese town. The 'real' Montepulciano is a different variety, at home in Abruzzo: a textbook case of Italian wine namesakes.
Profilo tipico e ricorrente del vitigno, non la degustazione di una singola annata. Stili, zone e affinamenti possono cambiare il carattere nel bicchiere.Typical, recurring profile of the grape, not a tasting of a single vintage. Styles, areas and ageing can change its character in the glass.