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Italia

Puglia

Sole, mare e viti ad alberello: il grande Sud del vinoSun, sea and bush-trained vines: Italy's great wine South

Una lingua di terra lunga e assolata, stretta tra due mari, dove la vite cresce bassa ad alberello sotto il sole del Mezzogiorno. Dalla Daunia al tacco del Salento, la Puglia è la patria del Primitivo e del Negroamaro: rossi caldi e generosi, rosati di lunga tradizione e bianchi freschi della Valle d'Itria.A long, sun-drenched strip of land between two seas, where the vine grows low and bush-trained under the southern sun. From the Daunia plain to the heel of the Salento, Puglia is the home of Primitivo and Negroamaro: warm, generous reds, rosés with a long tradition, and fresh whites from the Valle d'Itria.

Il territorioThe territory

La terraThe land

Pianure assolate e altopiani calcarei tra Adriatico e Ionio. Al nord il Tavoliere, granaio e vigna insieme; al centro la Murgia di pietra e le terre rosse di Castel del Monte; a sud il Salento, dove il mare non è mai lontano e le notti ventilate rinfrescano i grappoli. Ai tre volti di questo terroir abbiamo dedicato una guida alla terra rossa.Sun-baked plains and limestone plateaux between the Adriatic and the Ionian. To the north the Tavoliere, at once granary and vineyard; in the centre the stony Murge and the red soils of Castel del Monte; to the south the Salento, where the sea is never far and breezy nights cool the grapes. We have devoted a guide to the red earth to the three faces of this terroir.

Il vitignoThe grape

Tre rossi raccontano la regione: il Primitivo, caldo e precoce; il Negroamaro, spina dorsale del Salento; il Nero di Troia, austero, del nord barese. Accanto, i bianchi della Valle d'Itria — Verdeca e Bianco d'Alessano — e i rosati, qui di casa più che altrove in Italia: su questi ultimi vale la nostra guida ai rosati, oltre il colore.Three reds tell the region's story: Primitivo, warm and early-ripening; Negroamaro, the backbone of the Salento; Nero di Troia, austere, from the northern Bari country. Alongside them, the whites of the Valle d'Itria — Verdeca and Bianco d'Alessano — and rosés, more at home here than anywhere else in Italy: on these, see our guide to rosés, beyond the colour.

L'uomoThe human hand

Per un secolo la Puglia è stata la «cantina d'Italia»: vini robusti spediti al nord e in Francia per dare colore e corpo. Poi è arrivata la svolta — cantine sociali e famiglie che hanno scelto la qualità, riportando l'alberello e gli autoctoni al centro del bicchiere.For a century Puglia was 'Italy's cellar': robust wines shipped north and to France to lend colour and body. Then came the turn — cooperatives and families who chose quality, bringing bush-trained vines and native grapes back to the centre of the glass.

La mappaThe map

Mappa del territorio

I tre volti del vino pugliese: la Daunia al nord, la Murgia e la Valle d'Itria al centro, il Salento a sud.The three faces of Apulian wine: the Daunia in the north, the Murge and Valle d'Itria in the centre, the Salento in the south.

Daunia e Tavoliere
  • 1 Lucera
  • 2 Troia
  • 3 Bovino
Murgia, Castel del Monte e Valle d'Itria
  • 4 Minervino Murge
  • 5 Gioia del Colle
  • 6 Locorotondo
  • 7 Cisternino
Salento
  • 8 Salice Salentino
  • 9 Guagnano
  • 10 Manduria
  • 11 Copertino

Zone e sottozoneZones and subzones

Daunia e Tavoliere
Il nord della Puglia, in provincia di Foggia: il grande Tavoliere e le colline del Subappennino Dauno. Terra di bianchi da Bombino Bianco e di rossi da Nero di Troia, con denominazioni storiche come San Severo.The north of Puglia, in the province of Foggia: the great Tavoliere plain and the hills of the Subappennino Dauno. A land of whites from Bombino Bianco and reds from Nero di Troia, with historic denominations such as San Severo.
Castel del Monte e la Murgia
Tra Andria e l'altopiano calcareo della Murgia, all'ombra del castello di Federico II. È il regno del Nero di Troia, con tre delle quattro DOCG pugliesi.Between Andria and the limestone plateau of the Murge, in the shadow of Frederick II's castle. This is the kingdom of Nero di Troia, home to three of Puglia's four DOCG.
Gioia del Colle
Sulle Murge baresi, l'altra patria del Primitivo: vigne ad alberello in quota, che danno vini più freschi e slanciati rispetto a quelli del Salento.On the Bari Murge, Primitivo's other homeland: bush-trained vines at altitude, giving fresher, more upright wines than those of the Salento.
Valle d'Itria
Il cuore bianco della Puglia, fra trulli e muretti a secco: l'altopiano di Locorotondo, Martina Franca e Cisternino, patria della Verdeca, del Bianco d'Alessano e del profumato Minutolo.Puglia's white heart, among trulli and dry-stone walls: the plateau of Locorotondo, Martina Franca and Cisternino, home to Verdeca, Bianco d'Alessano and the aromatic Minutolo.
Salento
Il tacco d'Italia, fra Brindisi, Lecce e Taranto: due mari, sole e vento. Terra del Primitivo di Manduria e del Negroamaro, e dei grandi rosati, qui di casa più che altrove in Italia.The heel of Italy, between Brindisi, Lecce and Taranto: two seas, sun and wind. The land of Primitivo di Manduria and Negroamaro, and of the great rosés, more at home here than anywhere else in Italy.

I vitigni del territorioThe grapes of the territory

Primitivo →Negroamaro →Nero di Troia →Bombino NeroSusumanielloVerdecaBianco d'AlessanoMinutoloBombino BiancoAleatico

Le denominazioniThe denominations

La Puglia conta 4 DOCG, 28 DOC e 6 IGT (fonte: gli elenchi ufficiali MASAF dei vini DOP e IGP). Le quattro DOCG — tre nate dal sistema Castel del Monte, una dal Primitivo di Manduria dolce — sono qui elencate tutte; fra le DOC abbiamo scelto le più rappresentative, raggruppate per distretto secondo i colori della mappa. Restano poi le denominazioni «a cappello»: la Puglia IGT su tutta la regione e la Salento IGT sulle tre province del tacco, sotto cui nasce buona parte dei rossi più conosciuti, più l'Aleatico di Puglia DOC, regionale ma di nicchia.Puglia has 4 DOCG, 28 DOC and 6 IGT (source: the MASAF official lists of PDO and PGI wines). The four DOCG — three born of the Castel del Monte system, one from sweet Primitivo di Manduria — are all listed here; among the DOC we have chosen the most representative, grouped by district following the colours of the map. Then come the 'umbrella' denominations: Puglia IGT across the whole region and Salento IGT across the three provinces of the heel, under which many of the best-known reds are made, plus the region-wide but niche Aleatico di Puglia DOC.
Daunia e Tavoliere
DOCSan SeveroBombino Bianco · FG
DOCTavoliere delle PuglieNero di Troia · FG
DOCCacc'e Mmitte di LuceraLucera · FG
DOCOrta NovaFoggia
Murgia, Castel del Monte e Valle d'Itria
DOCGCastel del Monte Nero di Troia RiservaNero di Troia · BAT
DOCGCastel del Monte Bombino NeroBombino Nero · BAT
DOCGCastel del Monte Rosso RiservaNero di Troia · BAT
DOCCastel del MonteAndria · BAT
DOCLocorotondoVerdeca · Valle d'Itria
DOCMartina FrancaBianco d'Alessano · TA
DOCGravinaBari
DOCMoscato di TraniMoscato · BAT
Salento
DOCGPrimitivo di Manduria Dolce NaturalePrimitivo · TA-BR
DOCPrimitivo di ManduriaPrimitivo · TA-BR
DOCSalice SalentinoNegroamaro · LE-BR
DOCBrindisiNegroamaro · BR
DOCCopertinoNegroamaro · LE
DOCSquinzanoNegroamaro · LE-BR
DOCNardòNegroamaro · LE
DOCLeveranoNegroamaro · LE
DOCTerra d'OtrantoSalento · LE-BR-TA
★ le più rappresentative del territorio★ the most representative of the territory

A tavolaAt the table

La cucina pugliese è fatta di grano, verdure e poca carne, ma quella che c'è è saporita. Le orecchiette con le cime di rapa, leggermente amarognole, trovano un compagno nel Negroamaro, fresco e di buona struttura; le bombette di Martina Franca e l'agnello al forno chiedono un Primitivo caldo e morbido. Sui piatti di mare — la tiella di riso, patate e cozze, la frisella con il pomodoro — sta bene un rosato salentino, fresco e sapido, oppure un bianco di Verdeca della Valle d'Itria. E con la burrata di Andria, cremosa e delicata, basta un calice fresco e leggero. Su come si distinguono fra loro i tre rossi del Sud abbiamo scritto una guida a parte.Apulian cooking is built on wheat, vegetables and a little meat — but what meat there is, is full of flavour. Orecchiette with turnip tops, with their slight bitterness, find a partner in Negroamaro, fresh and well-structured; the bombette of Martina Franca and roast lamb call for a warm, soft Primitivo. With seafood — the baked rice, potato and mussel tiella, frisella with tomato — a fresh, savoury Salento rosé sits well, or a Verdeca white from the Valle d'Itria. And with the creamy, delicate burrata of Andria, a fresh, light glass is all you need. We have written a separate guide on how the three reds of the South differ from one another.

La storiaHistory

Il Primitivo non è sempre stato un nome celebre. Lo si deve, in buona parte, a un sacerdote di Gioia del Colle: don Francesco Filippo Indellicati, primicerio e appassionato di agronomia, che intorno al 1799 notò fra i filari un ceppo che maturava molto prima degli altri — la vendemmia già a fine agosto. Lo isolò, lo piantò in purezza e lo chiamò «primativo», cioè precoce. Da quella selezione nacque il vitigno che oggi conosciamo. Verso la fine dell'Ottocento le barbatelle scesero verso lo Ionio, fino alle dune di Manduria, e lì trovarono la loro terra d'elezione. Per un secolo, però, la Puglia rimase la «cantina d'Italia»: i suoi rossi caldi e carichi di colore partivano in botte verso il nord e verso la Francia, a rinforzare vini più magri. La rivincita arrivò con la scienza: fra il 1967 e i primi anni Duemila, prima l'ampelografia e poi le analisi del DNA — fino ai laboratori dell'Università della California a Davis — dimostrarono che il Primitivo, lo Zinfandel californiano e l'antico Crljenak Kaštelanski (o Tribidrag) della costa dalmata sono lo stesso vitigno. Il vino «da taglio» del Sud era, da sempre, una varietà di origine adriatica con una storia lunga secoli.Primitivo was not always a famous name. We owe it, in good part, to a priest from Gioia del Colle: don Francesco Filippo Indellicati, a churchman with a passion for farming, who around 1799 noticed among the rows a vine that ripened far earlier than the rest — harvest already by late August. He isolated it, planted it on its own and called it 'primativo', the early one. From that selection came the grape we know today. Towards the end of the nineteenth century the cuttings travelled down to the Ionian, as far as the dunes of Manduria, and there they found their chosen land. For a century, though, Puglia remained 'Italy's cellar': its warm, deeply coloured reds left in barrel for the north and for France, to bolster thinner wines. Redemption came through science: between 1967 and the early 2000s, first ampelography and then DNA analysis — reaching the laboratories of the University of California at Davis — proved that Primitivo, Californian Zinfandel and the ancient Crljenak Kaštelanski (or Tribidrag) of the Dalmatian coast are one and the same grape. The South's humble 'blending wine' had always been a variety of Adriatic origin, with a history centuries long.

I numeri delle denominazioni (4 DOCG, 28 DOC, 6 IGT) sono verificati sugli elenchi ufficiali MASAF dei vini DOP e IGP, contando una sola volta le denominazioni che l'elenco riporta anche col loro sinonimo ufficiale. Le denominazioni elencate sono una selezione per rilevanza; le quattro DOCG sono riportate per intero. Profili e abbinamenti descrivono il carattere tipico e ricorrente dei vini, non una singola annata.The denomination figures (4 DOCG, 28 DOC, 6 IGT) are verified against the MASAF official lists of PDO and PGI wines, counting once those denominations the list also carries under their official synonym. The denominations listed are a selection by relevance; all four DOCG are reported in full. Profiles and pairings describe the typical, recurring character of the wines, not a single vintage.