Tra il Vesuvio, l'Appennino e un mare di terrazze a strapiombo, la Campania custodisce vitigni antichissimi — Aglianico, Fiano, Greco, Falanghina — e la memoria del Falerno, il vino più celebrato di Roma. Quattro DOCG e una cintura di denominazioni di mare e di collina.Between Vesuvius, the Apennines and a sea of cliff-side terraces, Campania guards some of Italy's oldest grapes — Aglianico, Fiano, Greco, Falanghina — and the memory of Falernian, the most celebrated wine of Rome. Four DOCGs and a belt of coastal and hill appellations.
Il territorioThe territory
La terraThe land
Suoli vulcanici ovunque — le ceneri del Vesuvio e dei Campi Flegrei, il tufo dell'Irpinia, le piroclastiti del Massico — accanto a calcari e argille appenniniche. Dal mare alle colline interne oltre i 600 m, con forti escursioni che danno freschezza e acidità.Volcanic soils everywhere — the ash of Vesuvius and the Campi Flegrei, the tuff of Irpinia, the pyroclastics of Monte Massico — alongside Apennine limestone and clay. From the sea to inland hills above 600 m, with wide day-night swings that bring freshness and acidity.
Il vitignoThe grape
Il regno degli autoctoni: l'Aglianico per i rossi di lungo invecchiamento, e tre grandi bianchi — Fiano, Greco e Falanghina. Accanto a loro Piedirosso, Coda di Volpe, Asprinio, le isolane Biancolella e Forastera, i ritrovati Pallagrello e Casavecchia.The kingdom of native grapes: Aglianico for long-ageing reds, and three great whites — Fiano, Greco and Falanghina. Beside them Piedirosso, Coda di Volpe, Asprinio, the island Biancolella and Forastera, the recovered Pallagrello and Casavecchia.
L'uomoThe human hand
Una viticoltura eroica: i terrazzamenti a picco sul mare della Costa d'Amalfi, le vigne flegree allevate a controspalliera bassa puteolana, quelle a piede franco scampate alla fillossera. Fu qui, nel Novecento, che poche famiglie salvarono gli autoctoni dall'oblio.A heroic viticulture: the terraces plunging to the sea on the Amalfi Coast, the low puteolana trellises of the Campi Flegrei, the ungrafted vines that survived phylloxera. It was here, in the 20th century, that a few families saved the native grapes from oblivion.
La mappaThe map

I distretti del vino campano: l'Irpinia delle DOCG, il Sannio della Falanghina, la Terra di Lavoro del Falerno e l'arco di golfo e coste.Campania's wine districts: the DOCG Irpinia, the Falanghina Sannio, the Falernian Terra di Lavoro, and the arc of gulf and coasts.
- 1 Taurasi
- 2 Tufo
- 3 Lapio
- 4 Montefredane
- 5 Torrecuso
- 6 Guardia Sanframondi
- 7 Sant'Agata de' Goti
- 8 Falciano del Massico
- 9 Carinola
- 10 Galluccio
- 11 Furore
- 12 Tramonti
- 13 Bacoli
Zone e sottozoneZones and subzones
I vitigni del territorioThe grapes of the territory
Le denominazioniThe denominations
A tavolaAt the table
La cucina campana ha sapori netti e diretti. Il ragù napoletano e la pasta alla genovese, lunghi e sostanziosi, chiamano un Taurasi tannico e strutturato; la pizza e i fritti di strada vogliono la freschezza sapida della Falanghina; gli spaghetti alle vongole e il pesce del golfo stanno bene con un Greco di Tufo o un Fiano di Avellino, minerali e tesi; la mozzarella di bufala con un bianco giovane e fresco; e la pastiera, ricca e profumata, vuole un vino dolce: un Irpinia passito da uve Fiano.Campanian cooking is built on clean, direct flavours. The Neapolitan ragù and pasta alla genovese, long-cooked and substantial, call for a tannic, structured Taurasi; pizza and fried street food want the savoury freshness of Falanghina; spaghetti with clams and the fish of the gulf sit well with a mineral, taut Greco di Tufo or Fiano di Avellino; buffalo mozzarella with a young, fresh white; and the rich, fragrant pastiera wants a sweet wine: an Irpinia passito from Fiano grapes.
La storiaHistory
Nell'antica Roma il vino più ambito non veniva dalla Toscana né dal Lazio, ma dalla Campania: il Falerno, dell'ager Falernus, l'agro ai piedi del Monte Massico, oggi nel Casertano. Era un vino bianco ambrato, fortissimo e capace di invecchiare vent'anni e più. Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, lo collocò ai vertici assoluti e raccontò che era l'unico vino capace di prendere fuoco se avvicinato a una fiamma — segno della sua potenza alcolica. Il territorio era già «zonato» come un cru moderno: il Caucinum sulle alture, il Faustianum a mezza costa — il più pregiato, dal podere di un certo Fausto — e il Falerno ai piedi del colle. Orazio e Marziale lo cantarono nei versi, e finì sulle tavole degli imperatori come simbolo di lusso e di potere. Con la caduta di Roma il mito si spense per secoli; il nome Falerno del Massico è tornato DOC solo nel 1989, ricostruito su Aglianico, Piedirosso e Falanghina dai viticoltori che hanno raccolto quell'eredità. È invece molto discusso il nome dell'Aglianico: la tradizione lo fa derivare da «Hellenico», cioè vite portata dai coloni greci della Magna Grecia, ma diversi ampelografi oggi mettono in dubbio l'etimologia — il termine compare solo dal Quattrocento, forse legato alla dominazione aragonese. Quel che è certo è che l'Aglianico, tannico e di grande acidità, è ancora oggi il rosso che porta più lontano il nome della Campania.In ancient Rome the most coveted wine came neither from Tuscany nor Latium, but from Campania: Falernian, of the ager Falernus, the farmland at the foot of Monte Massico, today in the province of Caserta. It was an amber white, immensely powerful and able to age twenty years and more. Pliny the Elder, in his Natural History, placed it at the very top and reported that it was the only wine that would catch fire when held to a flame — a sign of its alcoholic strength. The land was already «zoned» like a modern cru: the Caucinum on the heights, the Faustianum at mid-slope — the finest, from the estate of one Faustus — and Falernian at the foot of the hill. Horace and Martial sang of it in verse, and it reached the emperors' tables as a symbol of luxury and power. With the fall of Rome the legend faded for centuries; the name Falerno del Massico only returned as a DOC in 1989, rebuilt on Aglianico, Piedirosso and Falanghina by the growers who took up that legacy. The name Aglianico, instead, is much debated: tradition derives it from «Hellenico», the vine of the Greek colonists of Magna Graecia, but several ampelographers now question that etymology — the word appears only from the 15th century, perhaps tied to Aragonese rule. What is certain is that Aglianico, tannic and high in acidity, is still the red that carries Campania's name the furthest.
I numeri delle denominazioni vengono dagli elenchi ufficiali MASAF dei vini DOP e IGP, contati uno per uno unendo i sinonimi ufficiali: 4 DOCG, 15 DOC e 10 IGT. Questa scheda descrive il profilo della regione, non una singola annata né una singola cantina.The appellation figures come from the official MASAF lists of PDO and PGI wines, counted one by one, with the official synonyms merged: 4 DOCGs, 15 DOCs and 10 IGTs. This page describes the profile of the region, not a single vintage or a single winery.