In Liguria la vigna sta in piedi grazie ai muri di pietra a secco: terrazze strette, ricavate nel versante, spesso a poche centinaia di metri dall'acqua. È una regione senza DOCG — otto DOC e quattro IGT — e questo dice già molto: qui il vino non si è mai organizzato per gerarchie, ma per versanti. Si legge da ponente a levante: il Rossese in Val Nervia, il Pigato e il Vermentino intorno ad Albenga, la Bianchetta nelle valli sopra Genova, il Bosco sulle fasce delle Cinque Terre, di nuovo il Vermentino sui Colli di Luni.In Liguria the vines stand up thanks to dry-stone walls: narrow terraces cut into the hillside, often a few hundred metres from the water. It is a region with no DOCG — eight DOCs and four IGTs — and that already says a lot: wine here has never organised itself by hierarchy, but by hillside. Read it from west to east: Rossese in the Val Nervia, Pigato and Vermentino around Albenga, Bianchetta in the valleys above Genoa, Bosco on the Cinque Terre terraces, Vermentino again on the Colli di Luni.
Il territorioThe territory
La terraThe land
Fra le Alpi Marittime, l'Appennino e il mare resta una fascia di terra stretta e ripida: la vigna ci sta solo perché generazioni di contadini hanno costruito terrazze — le «fasce» — sostenute da muri di pietra a secco. I suoli cambiano ogni pochi chilometri, e i produttori li descrivono con precisione: arenaria sciolta e sabbiosa, ricca di scheletro, sulle coste delle Cinque Terre; marne calcaree e argille ferrose nell'entroterra fra Ranzo, Ortovero e Albenga; le terre chiare della Val Nervia, che a più di un vigneto hanno dato il nome. Il mare tiene lontane le gelate e ventila l'estate, la montagna alle spalle restituisce l'escursione termica della notte.Between the Maritime Alps, the Apennines and the sea there is only a narrow, steep band of land: vines survive here because generations of farmers built terraces — the «fasce» — held up by dry-stone walls. Soils change every few kilometres, and growers describe them precisely: loose, sandy sandstone full of stone fragments on the Cinque Terre slopes; calcareous marl and iron-rich clay inland between Ranzo, Ortovero and Albenga; the pale earth of the Val Nervia, which gave its name to more than one vineyard. The sea keeps frost away and brings a breeze through the summer; the mountains behind give the nights their chill.
Il vitignoThe grape
Quasi tutto quello che si beve qui è ligure, e quasi solo qui si trova. Il Pigato e il Vermentino reggono il ponente bianco — il Pigato è iscritto al registro nazionale come varietà a sé, e i produttori della Valle Arroscia lo raccontano come un biotipo di Vermentino che nel ponente ha preso caratteri propri. Il Rossese, a Dolceacqua, dà un rosso di poco colore e molto profumo, come pochi altri rossi italiani. L'Ormeasco — il nome che il Dolcetto prende in Valle Arroscia — sale fino a Pornassio. Nel Genovesato sopravvivono varietà che altrove sarebbero sparite: la Bianchetta Genovese, la Scimiscià. E sulle fasce delle Cinque Terre il bianco nasce dal Bosco, con Albarola e Vermentino a completarlo.Almost everything you drink here is Ligurian, and you will find it almost nowhere else. Pigato and Vermentino carry the western whites — Pigato is listed as a variety in its own right in the national register, while growers in the Valle Arroscia describe it as a Vermentino biotype that developed its own character in the west. Rossese, at Dolceacqua, gives a red pale in colour and rich in scent, as few other Italian reds are. Ormeasco — the name Dolcetto takes in the Valle Arroscia — climbs as far as Pornassio. Around Genoa, varieties survive that would have vanished elsewhere: Bianchetta Genovese, Scimiscià. And on the Cinque Terre terraces the white wine comes from Bosco, completed by Albarola and Vermentino.
L'uomoThe human hand
Qui conta più il lavoro che la superficie. Le aziende sono piccole e spesso familiari, e molte hanno tenuto in vita uve che il mercato avrebbe cancellato. La cooperativa delle Cinque Terre — nata per raccogliere le uve di chi coltiva poche fasce sparse fra Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso — è il caso più visibile di un principio che vale in tutta la regione: da soli, su questi versanti, non si sta in piedi. E quando il vino ligure ha voluto darsi delle regole, le ha scritte partendo dai nomi che i contadini davano ai loro pezzi di collina.Here the work matters more than the acreage. Estates are small and often family-run, and many have kept alive grapes the market would have erased. The Cinque Terre cooperative — set up to gather the grapes of people farming a handful of scattered terraces between Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza and Monterosso — is the most visible case of a principle that holds across the region: on these slopes, nobody stands alone. And when Ligurian wine finally set its rules, it wrote them starting from the names farmers gave their pieces of hillside.
La mappaThe map

I quattro distretti del vino ligure e sedici comuni che li rappresentano — dalla Val Nervia ai Colli di Luni. Confini comunali da dati aperti OpenStreetMap, rilievo da modello digitale del terreno.The four districts of Ligurian wine and sixteen communes that stand for them — from the Val Nervia to the Colli di Luni. Municipal boundaries from OpenStreetMap open data, relief from a digital terrain model.
- 1 Dolceacqua
- 2 Soldano
- 3 Perinaldo
- 4 Pornassio
- 5 Arnasco
- 6 Ortovero
- 7 Cisano sul Neva
- 8 Quiliano
- 9 Ceranesi
- 10 Sant'Olcese
- 11 Leivi
- 12 Ne
- 13 Riomaggiore
- 14 Vernazza
- 15 Monterosso al Mare
- 16 Castelnuovo Magra
Zone e sottozoneZones and subzones
I vitigni del territorioThe grapes of the territory
Le denominazioniThe denominations
A tavolaAt the table
La cucina ligure nasce da una terra povera e da un mare vicinissimo, e chiede vini che non coprano il piatto.Ligurian cooking comes from poor land and a very close sea, and it asks for wines that do not smother the plate.
Le acciughe — fritte, marinate, sotto sale — e le insalate di mare vogliono i bianchi di scogliera: un Cinque Terre o un Vermentino dei Colli di Luni, freschi, sapidi, con la persistenza giusta per reggere il boccone senza sovrastarlo.Anchovies — fried, marinated, salt-cured — and seafood salads want cliff-edge whites: a Cinque Terre or a Colli di Luni Vermentino, fresh, saline, with just enough length to carry the mouthful without overwhelming it.
Il pesto — trofie o trenette con fagiolini e patate — è il banco di prova. Serve un bianco morbido ma non pesante, con un corredo aromatico che stia accanto al basilico invece di rincorrerlo: il Pigato del ponente, con i suoi sentori di erbe e di mandorla e una sapidità netta, è il vino che questo piatto ha sempre avuto a fianco.Pesto — trofie or trenette with green beans and potatoes — is the real test. You need a white that is soft but not heavy, with an aromatic range that sits beside the basil rather than chasing it: the Pigato of the west, with its herbal and almond notes and a clean salinity, is the wine this dish has always had next to it.
Il coniglio alla ligure con olive taggiasche e pinoli, e lo stoccafisso in umido, chiedono un rosso leggero ma preciso: il Rossese di Dolceacqua, di colore scarico, tannino sottile, profumo di piccoli frutti e di rosa canina, servito appena fresco. Più in alto, sulle stesse tavole, l'Ormeasco di Pornassio aggiunge un filo di struttura in più.Rabbit Ligurian-style with Taggiasca olives and pine nuts, and stockfish stew, call for a light but precise red: Rossese di Dolceacqua, pale in colour, fine-grained in tannin, scented with small fruits and dog rose, served lightly chilled. Higher up, on the same tables, Ormeasco di Pornassio adds a little more structure.
Focaccia, farinata e torta pasqualina si accontentano di poco e guadagnano molto da una bollicina: un metodo classico del Tigullio, secco e teso, pulisce la bocca dall'olio e regge la sfoglia.Focaccia, farinata and torta pasqualina ask for little and gain a lot from bubbles: a Tigullio metodo classico, dry and taut, cuts through the oil and stands up to the pastry.
Per chiudere, lo Sciacchetrà delle Cinque Terre — il passito ottenuto lasciando appassire le uve delle fasce. Si beve da solo, o con la pasticceria secca: se ne producono pochissime bottiglie, ed è giusto trattarlo come un finale, non come un accompagnamento.To finish, the Cinque Terre Sciacchetrà — the sweet wine made by drying the grapes of the terraces. Drink it on its own, or with dry pastries: very few bottles are made, and it deserves to be treated as an ending rather than an accompaniment.
La storiaHistory
Il 2 luglio 2025, sulla Gazzetta Ufficiale, è comparso un elenco che a leggerlo sembra una conta in dialetto: Brunetti, Giuncheo, Migliarina, Monte Curto, Pian del Vescovo, Terrabianca, Arcagna, Armetta, Aurin, Casiglian, Morghe, Pevereli, Pozzuolo, Rosa, Ruchin, Tramontina, Alpicella, Curli, Savoia, Brae, Negi, Berna, Luvaira, Novilla, Posaù, Beragna, Bramusa, Ferenghé, Fulavin, Galeae, Pini, Santa Croce, Sette Cammini. Trentatré nomi, e da quel giorno sono legge: il decreto ministeriale del 23 giugno 2025 ha riconosciuto trentatré «unità geografiche aggiuntive» dentro il disciplinare del Rossese di Dolceacqua. Sono i nomi con cui i contadini della Val Nervia hanno sempre chiamato i loro pezzi di collina — una fascia esposta a mezzogiorno, un crinale ventoso, il ripiano sopra il torrente — e che fino a quel momento vivevano soltanto nel parlato e, ufficiosamente, su qualche etichetta.On 2 July 2025 the Italian Official Gazette published a list that reads like a dialect roll-call: Brunetti, Giuncheo, Migliarina, Monte Curto, Pian del Vescovo, Terrabianca, Arcagna, Armetta, Aurin, Casiglian, Morghe, Pevereli, Pozzuolo, Rosa, Ruchin, Tramontina, Alpicella, Curli, Savoia, Brae, Negi, Berna, Luvaira, Novilla, Posaù, Beragna, Bramusa, Ferenghé, Fulavin, Galeae, Pini, Santa Croce, Sette Cammini. Thirty-three names, and from that day they are law: the ministerial decree of 23 June 2025 recognised thirty-three «additional geographical units» within the Rossese di Dolceacqua production code. These are the names Val Nervia farmers have always used for their pieces of hillside — a south-facing terrace, a windy ridge, the shelf above the stream — and which until then lived only in speech and, unofficially, on the odd label.
Non è un dettaglio burocratico. È il modo ligure di intendere il vino che arriva finalmente al traguardo, e vale la pena guardare quanto ci ha messo. Il Rossese di Dolceacqua era già la denominazione più antica della regione, riconosciuta con decreto del Presidente della Repubblica del 28 gennaio 1972. L'anno dopo, il 29 maggio 1973, era toccato alle Cinque Terre e allo Sciacchetrà. Poi la Liguria si è presa tempo, molto tempo: la Riviera Ligure di Ponente arriva nel 1988, i Colli di Luni nel 1989, le Colline di Levanto nel 1995, il Golfo del Tigullio-Portofino nel 1997, la Val Polcèvera nel 1999, l'Ormeasco di Pornassio nel 2003. Quindici anni di silenzio fra la seconda denominazione e la terza.This is not a bureaucratic detail. It is the Ligurian way of understanding wine finally reaching the finish line, and it is worth looking at how long it took. Rossese di Dolceacqua was already the region's oldest appellation, recognised by presidential decree on 28 January 1972. The following year, on 29 May 1973, came the Cinque Terre and Sciacchetrà. Then Liguria took its time, a great deal of it: Riviera Ligure di Ponente arrives in 1988, Colli di Luni in 1989, Colline di Levanto in 1995, Golfo del Tigullio-Portofino in 1997, Val Polcèvera in 1999, Ormeasco di Pornassio in 2003. Fifteen years of silence between the second appellation and the third.
Ma quando ha scritto le sue regole, la Liguria le ha scritte alla sua maniera: per versanti, non per aziende. Il disciplinare delle Cinque Terre non parla di tenute né di castelli, ma di tre coste — Costa de Sera, Costa de Campu, Costa da Posa — cioè di tre lati di collina, delimitati foglio catastale per foglio catastale. La Riviera Ligure di Ponente ne elenca cinque, e sono cinque pezzi di riviera: Riviera dei Fiori, Albenganese, Finalese, Quiliano, Taggia. La Val Polcèvera conserva Coronata, un fianco di collina che oggi sta dentro il comune di Genova. Il Golfo del Tigullio-Portofino ha la sua Costa dei Fieschi.But when it did write its rules, Liguria wrote them its own way: by hillside, not by winery. The Cinque Terre code speaks of no estates and no castles, but of three slopes — Costa de Sera, Costa de Campu, Costa da Posa — three sides of a hill, delimited cadastral sheet by cadastral sheet. Riviera Ligure di Ponente lists five, and they are five pieces of coastline: Riviera dei Fiori, Albenganese, Finalese, Quiliano, Taggia. Val Polcèvera keeps Coronata, a hillside that today lies inside the municipality of Genoa. Golfo del Tigullio-Portofino has its Costa dei Fieschi.
Le trentatré unità del Rossese sono l'ultimo capitolo di questa storia, e forse il più coerente con essa. In una regione dove non ci sono grandi proprietà, e dove un ettaro può essere fatto di sei terrazze diverse raggiunte a piedi, l'unica scala che ha davvero senso è quella del pezzo di collina. Dolceacqua ci ha messo cinquantatré anni per metterla nero su bianco.The thirty-three units of Rossese are the latest chapter in this story, and perhaps the one most faithful to it. In a region with no large estates, where a hectare can be made of six separate terraces reached on foot, the only scale that really makes sense is the piece of hillside. Dolceacqua took fifty-three years to put it in writing.
Numeri e denominazioni vengono da fonti ufficiali aperte una per una: gli elenchi MASAF dei vini DOP e IGP, la pagina «Disciplinari vino» della Regione Liguria (Agriligurianet), che dichiara dodici denominazioni fra 8 DOC e 4 IGT, e i disciplinari di produzione consultati singolarmente sul Catalogo Viti del Ministero e negli allegati regionali. Le sottozone indicate sono quelle scritte nei disciplinari vigenti; le trentatré unità geografiche del Rossese di Dolceacqua vengono dal decreto ministeriale del 23 giugno 2025 pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Le denominazioni cambiano nel tempo: l'elenco riflette quanto verificato alla data di pubblicazione. Le descrizioni sensoriali sono profili caratteristici, non la degustazione di una specifica annata.Figures and appellation names come from official sources opened one by one: the MASAF lists of PDO and PGI wines, the «Disciplinari vino» page of the Liguria Region (Agriligurianet), which states twelve appellations across 8 DOC and 4 IGT, and the production codes consulted individually on the Ministry's Catalogo Viti and in the regional annexes. The subzones listed are those written into the codes in force; the thirty-three geographical units of Rossese di Dolceacqua come from the ministerial decree of 23 June 2025 published in the Official Gazette. Appellations change over time: this list reflects what was verified at the date of publication. Sensory descriptions are characteristic profiles, not the tasting of one specific vintage.