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Territorio in bottiglia · Vitigni autoctoni d'ItaliaTerritory in the bottle · Italy's autochthonous grapes

I vitigni autoctoni dimenticati che tornano nel caliceForgotten native grapes: Italian varieties back in the glass

Timorasso, Nascetta, Pecorino, Tintilia: quattro storie di recupero che hanno cambiato il panorama del vino italianoTimorasso, Nascetta, Pecorino, Tintilia: four revival stories that reshaped the Italian wine landscape

L'Italia conta oltre 350 varietà di uva autoctone registrate nel Catalogo Nazionale delle Varietà di Vite — un patrimonio genetico tra i più ricchi del continente. Eppure per decenni buona parte di questo tesoro è rimasta ai margini: viti vecchie in campi dimenticati, uve che i libri citavano ma le cantine avevano smesso di coltivare. A partire dagli anni Ottanta del Novecento qualcosa è cambiato: una generazione di vignaioli curiosi e controcorrente ha cominciato a cercare, selezionare, riportare in vita. Oggi quelle uve dimenticate sono vini che raccontano un'Italia vinicola più ricca e più vera.Italy is home to more than 350 registered native grape varieties — a genetic heritage among the richest on the continent. For decades, much of this treasure lived on the margins: old vines in forgotten fields, grapes the textbooks listed but the wineries had stopped growing. Then, from the 1980s onward, something shifted: a generation of curious, counter-current winemakers began to search, select and revive. Today those forgotten grapes are wines that tell a richer, truer story of Italian wine.

La grande dispersione: un'eredità quasi perdutaThe great dispersal: a heritage almost lost

Nel secondo dopoguerra la viticoltura italiana conobbe una trasformazione profonda. La ricostruzione agricola puntò su varietà ad alta resa e su vitigni internazionali — Merlot, Chardonnay, Cabernet Sauvignon — capaci di garantire produzioni costanti e un mercato più sicuro. Molte uve locali, spesso difficili da coltivare, sensibili alle malattie o poco produttive, sparirono dalle vigne e dai documenti. Quando, tra gli anni Ottanta e Novanta, il vino italiano scelse con decisione la strada della qualità e della credibilità, per un certo periodo questo significò anche uniformità. Ci vollero intuizione, ostinazione e un po' di fortuna perché qualcuno andasse controcorrente — convinto che quelle viti vecchie, difficili, incomprese, meritassero un'altra possibilità.In the post-war decades, Italian viticulture underwent a profound transformation. Agricultural reconstruction favoured high-yield varieties and international grapes — Merlot, Chardonnay, Cabernet Sauvignon — that promised steady production and a safer market. Many local varieties, often hard to grow, disease-prone or low-yielding, simply vanished from vineyards and records. When, between the 1980s and 1990s, Italian wine turned decisively towards quality and credibility, for a time that also meant uniformity. It took intuition, stubbornness and a little luck for someone to swim against the tide — convinced that those old, difficult, misunderstood vines deserved another chance.

Timorasso e Nascetta: i grandi bianchi ritrovati in PiemonteTimorasso and Nascetta: Piedmont's rediscovered whites

Il caso più conosciuto è quello del Timorasso, bianco autoctono dei Colli Tortonesi, in Piemonte. A metà degli anni Ottanta Walter Massa — vignaiolo di Monleale — decise di puntare su questa varietà quasi scomparsa: produttiva ma capricciosa, capace però di dare bianchi di grande struttura e lunga vita. Le sue prime vendemmie in purezza risalgono alla fine del decennio (la prima è del 1987) e ci vollero anni prima che il mercato capisse. Col tempo il Timorasso dei Colli Tortonesi ha preso il nome di Derthona, dall'antico nome latino di Tortona, ed è oggi considerato uno dei grandi bianchi italiani, con una capacità di invecchiamento che sorprende ancora. Un percorso diverso, ma ugualmente tenace, appartiene alla Nascetta: uva bianca delle Langhe, sopravvissuta in poche vigne intorno a Novello. Recuperata da un gruppo di vignaioli piemontesi a partire dagli anni Novanta, nel 2010 ha ottenuto la propria denominazione — Langhe Nascetta del Comune di Novello. I vini che ne nascono sono floreali, di buona freschezza, con una personalità discreta che cresce nel tempo.The best-known case is Timorasso, a native white from the Colli Tortonesi hills in Piedmont. In the mid-1980s, Walter Massa — a winemaker from Monleale — chose to stake everything on this near-extinct variety: demanding to grow, yet capable of producing whites of remarkable structure and longevity. His first single-variety harvests date from the end of the decade (the first is 1987), and it took years for the market to catch up. Over time the Timorasso of the Colli Tortonesi took the name Derthona, from the ancient Latin name for Tortona, and it is now regarded as one of Italy's great whites, with an ageing capacity that still surprises. A different but equally tenacious story belongs to Nascetta: a white grape from the Langhe, kept alive in a handful of vineyards around Novello. Revived by a group of Piedmontese winemakers from the 1990s onward, in 2010 it gained its own appellation — Langhe Nascetta del Comune di Novello. The wines it yields are floral and nicely fresh, with a quiet personality that grows with time.

Pecorino e Tintilia: dalla costa adriatica al MolisePecorino and Tintilia: from the Adriatic coast to Molise

Nelle Marche, attorno a Offida, una storia simile si è consumata con il Pecorino — bianco autoctono il cui nome, per tradizione, rimanda all'abitudine delle pecore di pascolare ai bordi dei vigneti e mangiare i grappoli maturi. Quasi scomparso, fu recuperato a partire dagli anni Ottanta da Guido Cocci Grifoni, enologo e vignaiolo locale che ne intravide il potenziale: bianchi sapidi, di buona struttura, con un filo erbaceo e minerale che li rende subito riconoscibili. Oggi l'Offida Pecorino — la tipologia che porta il nome del vitigno all'interno della DOCG Offida, riconosciuta nel 2011 — è uno dei bianchi più interessanti del Centro Italia. Più a sud, in Molise, la Tintilia racconta un'altra vicenda. Uva rossa autoctona quasi esclusiva di quel territorio, nei decenni bui era confusa con altre varietà o semplicemente abbandonata. Il lavoro di selezione dei produttori molisani portò, nel 2011, al riconoscimento della DOC Tintilia del Molise: un rosso di colore intenso, con note di frutti rossi maturi, lieve speziatura e una trama tannica che chiede tempo per esprimersi al meglio.In the Marche, around Offida, a similar story unfolded with Pecorino — a native white whose name, by tradition, recalls the habit of sheep grazing at the vineyard's edge and eating the ripe bunches. Nearly lost, it was revived from the 1980s onward by Guido Cocci Grifoni, a local oenologist and winemaker who saw its potential: savoury, well-structured whites with a herbal-mineral thread that makes them instantly recognisable. Today Offida Pecorino — the variety-named style within the Offida DOCG, recognised in 2011 — is one of central Italy's most compelling whites. Further south, in Molise, Tintilia tells another story. A native red grape almost unique to this region, in the lean decades it was confused with other varieties or simply abandoned. The patient selection work of Molise's producers led, in 2011, to the recognition of the Tintilia del Molise DOC: a deep-coloured red with ripe red fruit, a hint of spice and a fine tannic weave that rewards patience.

Nel bicchiere e a tavola: come riconoscerliIn the glass and at the table: how to recognise them

Questi quattro vini condividono qualcosa di raro: un carattere difficile da imitare, nato dall'incontro tra un vitigno unico e un territorio che non esiste altrove. Il Timorasso si presenta con un colore giallo dorato, consistente; al naso è intenso e complesso, con note minerali, fruttate e floreali che si arricchiscono con l'affinamento; in bocca è robusto e abbastanza sapido, con una freschezza che gli consente di invecchiare a lungo. La Nascetta è più delicata — floreale, fresca, da gustare giovane. Il Pecorino colpisce per la sapidità netta e per un filo erbaceo che richiama la campagna marchigiana. La Tintilia, in rosso, è abbastanza tannica — con tannini fini che nel tempo si fanno vellutati — calda e persistente. A tavola, il Timorasso accompagna bene i primi con sughi di carne bianca o ai funghi; il Pecorino regge i pesci di scoglio e le fritture di mare; la Nascetta si trova a suo agio con uova e formaggi freschi; la Tintilia chiede ragù di carne saporiti, carni alla brace e formaggi stagionati.All four wines share something rare: a character that can't be imitated, born from the meeting of a unique grape and a place that exists nowhere else. Timorasso shows a deep golden colour and good body; the nose is intense and complex, with mineral, fruit and floral notes that deepen with ageing; on the palate it is robust and fairly savoury, with a freshness that gives it real ageing potential. Nascetta is more delicate — floral, fresh, best enjoyed young. Pecorino stands out for its clean savouriness and a herbal thread that echoes the Marche countryside. Tintilia, a red, is fairly tannic — its fine tannins turning velvety over time — warm and persistent. At the table, Timorasso pairs well with pasta in white-meat or mushroom sauces; Pecorino holds its own with rockfish and seafood fritto misto; Nascetta feels at home with egg dishes and fresh cheeses; Tintilia calls for hearty meat ragù, grilled meats and aged cheeses.

Varietà autoctone registrate in ItaliaRegistered Italian native varietiesOltre 350 (Catalogo Nazionale, MIPAAF)More than 350 (National Catalogue, MIPAAF)
Timorasso in purezza (Walter Massa) — prima vendemmiaSingle-variety Timorasso (Walter Massa) — first vintage1987 (Colli Tortonesi, Piemonte)1987 (Colli Tortonesi, Piedmont)
Langhe Nascetta del Comune di NovelloLanghe Nascetta del Comune di NovelloSottozona riconosciuta nel 2010Sub-zone recognised in 2010
Offida DOCG (tipologia Pecorino), MarcheOffida DOCG (Pecorino style), MarcheDOCG dal 2011DOCG since 2011
Tintilia del Molise DOCTintilia del Molise DOCRiconoscimento 2011Recognised 2011

I profili organolettici citati sono caratteri tipici riportati dalla letteratura di settore, non note di degustazione di annate specifiche. Dati storici e amministrativi possono variare nel tempo.Tasting profiles are typical characters drawn from trade literature, not vintage-specific tasting notes. Historical and administrative data may change over time.