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Piccola cantina · CileSmall winery · Chile

Nella Valle de Casablanca, la piccola cantina di famiglia raffreddata dal PacificoIn the Casablanca Valley, the family winery cooled by the Pacific

I Kingston arrivarono dal Michigan cercando l'oro. Un secolo dopo, sulle colline di Casablanca, fanno bianchi nervosi grazie alla nebbia del mattino.The Kingstons came from Michigan looking for gold. A century later, on the hills of Casablanca, they make nervy whites thanks to the morning fog.

A una mezz'ora dall'oceano, la Valle de Casablanca è la zona fredda del Cile: nebbie che salgono dal Pacifico, brezze nel pomeriggio, uve che maturano piano. Qui una famiglia arrivata dal Michigan per cercare l'oro ha finito per fare bianchi tesi e rossi leggeri, agli antipodi dei grandi rossi di sole che hanno reso celebre il Paese.Half an hour from the ocean, the Casablanca Valley is Chile's cool corner: fog rolling in off the Pacific, afternoon breezes, grapes that ripen slowly. Here a family that came from Michigan in search of gold ended up making taut whites and light reds, a world away from the big sun-ripened reds that made the country famous.

Una valle fredda in un Paese di rossiA cool valley in a country of reds

Il Cile è conosciuto per rossi pieni e baciati dal sole — Cabernet Sauvignon e Carmenère del caldo Valle Central. Casablanca è l'opposto. Stretta tra la Cordillera della Costa e il Pacifico, attorno ai 33° di latitudine sud, è una valle di clima fresco e marittimo. La fredda corrente di Humboldt risale la costa e ogni mattina una nebbia bassa — i locali la chiamano camanchaca — scivola tra i filari, abbassa le temperature e rallenta la maturazione; nel pomeriggio le brezze dal mare asciugano i grappoli e tengono alta l'acidità. Fu qui che, nel 1982, Pablo Morandé piantò la prima vigna sperimentale, scommettendo che un sito costiero e freddo potesse dare al Cile i bianchi freschi che gli mancavano: una scommessa che aprì la stagione del «vino di clima fresco». Casablanca è poi entrata nel sistema delle denominazioni di origine cilene con il decreto del 1994 che ha mappato le zone del vino. Sulle colline il suolo è granito decomposto, povero e drenante; sul fondovalle diventa argilla più profonda. La valle si allunga per una trentina di chilometri tra le colline e l'oceano, e i vigneti più vicini al mare sono anche i più freddi. Sauvignon Blanc e Chardonnay sono la firma, con Pinot Noir e Syrah eleganti sui versanti più tiepidi.Chile is known for full, sun-kissed reds — Cabernet Sauvignon and Carmenère from the warm Valle Central. Casablanca is the opposite. Squeezed between the Coastal Range and the Pacific, at around 33° south, it is a cool, maritime valley. The cold Humboldt Current runs up the coast and every morning a low fog — locals call it camanchaca — slips between the rows, lowering temperatures and slowing ripening; in the afternoon the sea breezes dry the bunches and keep acidity high. It was here, in 1982, that Pablo Morandé planted the first experimental vineyard, betting that a cool coastal site could give Chile the fresh whites it lacked — a gamble that opened the country's "cool-climate" era. Casablanca was later written into Chile's appellation system with the 1994 decree that mapped the country's wine zones. On the slopes the soil is decomposed granite, poor and free-draining; on the valley floor it turns to deeper clay. The valley stretches some thirty kilometres between the hills and the ocean, and the vineyards closest to the sea are also the coolest. Sauvignon Blanc and Chardonnay are the signature, with elegant Pinot Noir and Syrah on the warmer hillsides.

Dal Michigan a Casablanca, in cerca dell'oroFrom Michigan to Casablanca, looking for gold

La storia dei Kingston comincia molto prima delle vigne. Carl John Kingston, ingegnere minerario della penisola settentrionale del Michigan, arrivò in Cile all'inizio del Novecento sperando di trovare l'oro. L'oro non lo trovò mai, ma rimase e mise su un ranch di bestiame e latte a Casablanca, rimasto in famiglia per oltre un secolo. La svolta arriva nel 1998, quando Courtney Kingston — pronipote di Carl John e quarta generazione della famiglia, con una formazione manageriale a Stanford — convince i Kingston a piantare viti sulle colline fresche del ranch invece di pascolare le mucche. La prima annata commerciale esce nel 2003. La cantina resta volutamente piccola: solo una parte del vecchio ranch è a vigneto, con poche partite, lontane dai volumi industriali. Le viti stanno sulle colline interne della valle, dove l'aria fredda del mattino si trattiene più a lungo: è lì che i Kingston hanno trovato il loro terroir, scegliendo la lentezza al posto della resa.The Kingston story begins long before the vines. Carl John Kingston, a mining engineer from Michigan's Upper Peninsula, reached Chile in the early 1900s hoping to strike gold. He never found it, but he stayed and built a cattle-and-dairy ranch in Casablanca that remained in the family for more than a century. The turning point came in 1998, when Courtney Kingston — Carl John's great-granddaughter and the family's fourth generation, with a business background from Stanford — convinced the Kingstons to plant vines on the ranch's cool hillsides instead of grazing cattle. The first commercial vintage was released in 2003. The winery stays deliberately small: only part of the old ranch is under vine, with just a handful of lots rather than industrial volumes. The vines sit on the valley's inland hills, where the cold morning air lingers longer: that is where the Kingstons found their terroir, choosing slowness over yield.

Vini con i nomi dei cavalliWines named after horses

C'è un dettaglio che racconta la cantina meglio di una scheda tecnica: i vini portano i nomi del mantello dei cavalli che un tempo lavoravano il ranch. Cariblanco (muso bianco) per il Sauvignon Blanc, Sabino (le macchie bianche) per lo Chardonnay, Alazán (sauro) e Tobiano (pezzato) per i due Pinot Noir, Lucero (la stella sulla fronte) per il Syrah. A dare forma allo stile la famiglia ha chiamato Byron Kosuge, l'enologo californiano che per anni ha fatto Pinot Noir a Saintsbury, nei Carneros, affiancato in cantina da Amael Orrego. Il risultato somiglia alla valle fredda da cui nasce: bianchi freschi e profumati, con una scia sapida e un'acidità tesa; un Pinot Noir scarico di colore, costruito sulla finezza più che sulla potenza; un Syrah pepato e misurato. È l'altra faccia del vino cileno — tensione ed eleganza al posto del muscolo.There's a detail that tells the winery's story better than any technical sheet: the wines are named after the coat colours of the horses that once worked the ranch. Cariblanco (white muzzle) for the Sauvignon Blanc, Sabino (the white markings) for the Chardonnay, Alazán (chestnut) and Tobiano (pinto) for the two Pinot Noirs, Lucero (the star on the forehead) for the Syrah. To shape the style the family brought in Byron Kosuge, the Californian winemaker who spent years making Pinot Noir at Saintsbury in Carneros, working alongside on-site winemaker Amael Orrego. The result mirrors the cold valley it comes from: fresh, perfumed whites with a savoury edge and taut acidity; a Pinot Noir light in colour, built on finesse rather than power; a peppery, restrained Syrah. It's the other face of Chilean wine — tension and elegance instead of muscle.

A tavolaAt the table

Sono vini nati per la tavola di mare. Il Sauvignon Blanc, fresco e sapido, sta benissimo con il pesce crudo e il ceviche, con le ostriche e un piatto di crostacei: la sua acidità pulisce la bocca dopo ogni boccone. Lo Chardonnay, più pieno ma sempre teso, accompagna il pesce bianco alla griglia, un pollo arrosto o un risotto cremoso. Il Pinot Noir leggero — da servire fresco, sui 12-14 °C, come indica la nostra guida alla temperatura di servizio — si sposa con il salmone scottato, gli affettati e un risotto ai funghi, dove il tannino delicato non copre il piatto.These are wines made for the seafood table. The Sauvignon Blanc, fresh and savoury, is excellent with raw fish and ceviche, with oysters and a plate of shellfish: its acidity cleans the palate after every bite. The Chardonnay, fuller but still taut, pairs with grilled white fish, a roast chicken or a creamy risotto. The light Pinot Noir — served cool, around 12-14 °C, as our guide to serving temperature sets out — pairs with seared salmon, charcuterie and a mushroom risotto, where its gentle tannin doesn't overwhelm the dish.

ZonaRegionValle de Casablanca, Valparaíso (Cile)Casablanca Valley, Valparaíso (Chile)
ClimaClimateFresco, marittimo · corrente di HumboldtCool, maritime · Humboldt Current
VitigniGrapesSauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Noir, SyrahSauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Noir, Syrah
SuoliSoilsGranito decomposto sulle colline, argilla sul fondovalleDecomposed granite on the hills, clay on the valley floor

Raccontiamo il carattere tipico di questi vini e della valle, non una singola annata: etichette e stili possono cambiare di anno in anno.We describe the typical character of these wines and of the valley, not a single vintage: labels and styles can change from year to year.