Sul lembo orientale del Friuli, lungo il confine con la Slovenia, il Collio e i Colli Orientali disegnano un anfiteatro di colline che da oltre un secolo guarda a nord, verso il mondo asburgico. Qui il bianco non è una moda: è una vocazione antica, scritta in una roccia che si chiama ponca e in vitigni che attraversano la frontiera.On the eastern edge of Friuli, along the Slovenian border, Collio and Colli Orientali trace an amphitheatre of hills that for over a century has looked north, towards the Habsburg world. Here white wine is no trend: it is an old calling, written in a rock called ponca and in grapes that cross the border.
Una terra che parla due lingueA land that speaks two languages
Fino al 1918 queste colline erano l'estremo lembo viticolo dell'Impero austro-ungarico, e da Vienna passava la cultura tecnica del vino bianco. Poi i confini si sono spostati: Gorizia all'Italia, e dopo il 1945 la nascita di Nova Gorica sul lato jugoslavo hanno tagliato in due un'unica area di lingua, storia e suolo. Lo stesso paesaggio prosegue infatti in Slovenia con il nome di Brda (Goriška Brda). Per chi beve, è la chiave di lettura: queste sono terre di mezzo, dove l'eleganza italiana incontra il rigore mitteleuropeo. Non a caso il bianco vi è di casa più del rosso, complice un clima continentale temperato dalle Alpi a nord e dall'Adriatico a sud. Oggi quel confine, da muro è tornato cerniera: Gorizia e Nova Gorica sono state insieme Capitale europea della cultura nel 2025, le prime città gemelle a riuscirci.Until 1918 these hills were the easternmost vineyard fringe of the Austro-Hungarian Empire, and from Vienna came the technical culture of white wine. Then the borders moved: Gorizia to Italy, and after 1945 the birth of Nova Gorica on the Yugoslav side cut in two a single area of language, history and soil. The same landscape, in fact, continues into Slovenia under the name Brda (Goriška Brda). For the drinker, that is the key: these are in-between lands, where Italian elegance meets Central-European rigour. No surprise that white wine is more at home here than red, helped by a continental climate tempered by the Alps to the north and the Adriatic to the south. Today that border has gone from wall to hinge: in 2025 Gorizia and Nova Gorica were together European Capital of Culture, the first twin cities to manage it.
La ponca, il filo che cuce le collinePonca, the thread that stitches the hills
Se c'è una parola che mette d'accordo le due denominazioni, è ponca. È il nome locale del flysch, una roccia stratificata di origine eocenica fatta di marne (più tenere, trattengono l'acqua) e arenarie (più dure, la lasciano scorrere) che si alternano strato su strato. Si sfalda al sole e al gelo, e la vite vi affonda le radici in profondità. Attenzione, però, a un equivoco diffuso: non è un minerale che «passa» nel calice. La ponca lavora sull'ambiente di crescita — drenaggio rapido, una riserva d'acqua per le estati siccitose, suoli poveri che costringono la pianta a concentrare — e questo, sì, si sente nei vini come freschezza e tensione. La salinità che molti descrivono è una sensazione gustativa, non un trasferimento di sale dalla roccia. È lo stesso suolo che, oltreconfine, fa grandi i vini di Brda: il terroir, qui, ignora la dogana.If one word reconciles the two appellations, it is ponca. It is the local name for flysch, a layered rock of Eocene origin made of marl (softer, water-retaining) and sandstone (harder, free-draining) alternating layer upon layer. It flakes under sun and frost, and the vine drives its roots deep into it. Beware, though, of a common misconception: it is not a mineral that 'passes' into the glass. Ponca works on the growing environment — fast drainage, a water reserve for dry summers, poor soils that force the plant to concentrate — and that, yes, you taste as freshness and tension. The salinity many describe is a tasting sensation, not a transfer of salt from the rock. It is the same soil that, across the border, makes the wines of Brda great: terroir, here, ignores customs.
Due DOC, una vocazioneTwo DOCs, one calling
Sono due denominazioni distinte ma sorelle. Il Collio (o Collio Goriziano) è DOC dal 1968, in provincia di Gorizia: un arco di colline a ridosso del confine, regno del vino bianco da uvaggio e da monovitigno. Poco più a nord, in provincia di Udine, ci sono i Colli Orientali del Friuli, DOC dal 1970 e ribattezzati ufficialmente Friuli Colli Orientali nel 2011: zona più ampia e variegata, che custodisce sottozone storiche come Cialla, Schioppettino di Prepotto, Refosco di Faedis, Pignolo di Rosazzo e Ribolla Gialla di Rosazzo. Qui, accanto ai bianchi, vivono rossi autoctoni di carattere e il raro Picolit, dolce da meditazione tra i più preziosi d'Italia. Due carte d'identità, una stessa idea: la collina come misura, e il bianco come firma del territorio.They are two distinct yet sister appellations. Collio (or Collio Goriziano) has been a DOC since 1968, in the province of Gorizia: an arc of hills hugging the border, a kingdom of white wine both blended and single-variety. A little further north, in the province of Udine, lie the Colli Orientali del Friuli, a DOC since 1970 and officially renamed Friuli Colli Orientali in 2011: a wider, more varied area that guards historic subzones such as Cialla, Schioppettino di Prepotto, Refosco di Faedis, Pignolo di Rosazzo and Ribolla Gialla di Rosazzo. Here, alongside the whites, live characterful native reds and the rare Picolit, a sweet meditation wine among the most prized in Italy. Two identity cards, one idea: the hill as the measure, and white wine as the territory's signature.
Nel bicchiere: dal Friulano al SauvignonIn the glass: from Friulano to Sauvignon
Il simbolo è il Friulano, che fino al 2007 si chiamava Tocai friulano: l'Unione Europea ne ha imposto la rinomina per tutelare l'ungherese Tokaj, e oggi il nome dice già la terra. È un bianco asciutto, abbastanza fresco e sapido, con la sua nota tipica di mandorla amara nel finale. Accanto cresce la Ribolla Gialla, autoctona e antichissima, che a Oslavia firma anche audaci macerati color ambra. Poi gli internazionali, di casa qui da generazioni: il Sauvignon, teso e aromatico, che nel Collio dà alcune delle versioni italiane più fini; lo Chardonnay e i Pinot, bianco e grigio; la Malvasia istriana, salina e delicata; e, dove il clima si fa più alpino, anche il Riesling renano. Il filo comune è uno stile di precisione: vini intensi al naso, freschi e di buona struttura in bocca, fatti per durare più di una stagione.The emblem is Friulano, which until 2007 was called Tocai friulano: the European Union required the renaming to protect Hungary's Tokaj, and today the name already names the land. It is a dry white, fairly fresh and savoury, with its trademark hint of bitter almond on the finish. Beside it grows Ribolla Gialla, native and very ancient, which at Oslavia also signs bold amber-hued skin-contact wines. Then the international varieties, at home here for generations: Sauvignon, taut and aromatic, which in Collio gives some of Italy's finest versions; Chardonnay and the Pinots, bianco and grigio; Malvasia Istriana, saline and delicate; and, where the climate turns more alpine, Rhine Riesling too. The common thread is a style of precision: wines intense on the nose, fresh and well-structured on the palate, made to last more than a season.
Dalla collina alla tavolaFrom the hill to the table
Sono bianchi nati per mangiarci. La freschezza e la sapidità del Friulano puliscono il palato dal grasso del prosciutto di San Daniele e accompagnano il frico, la cialda croccante di formaggio e patate della cucina friulana. Un Sauvignon del Collio, intenso e nervoso, regge gli asparagi e gli erbaggi di primavera senza piegarsi. La struttura di uno Chardonnay o di un Pinot bianco affinato si sposa bene con una trota di torrente o con un risotto delicato. E quando si chiude in dolcezza, il Picolit dialoga con la pasticceria secca e i formaggi stagionati: poco vino, molta memoria.These are whites born to be eaten with. The freshness and savouriness of Friulano clean the palate of the fat in San Daniele ham and partner frico, the crisp cheese-and-potato wafer of Friulian cooking. A Collio Sauvignon, intense and nervy, stands up to asparagus and spring greens without bending. The structure of an oak-rested Chardonnay or Pinot Bianco sits well with a stream trout or a delicate risotto. And when the meal closes on a sweet note, Picolit converses with dry pastries and aged cheeses: little wine, much memory.
Le descrizioni sensoriali raccontano il carattere tipico e ricorrente di questi vini, non l'assaggio di una singola annata; cru, produttori e stili possono variare. Dati su denominazioni, anni di riconoscimento e suolo verificati su disciplinari MIPAAF e fonti consortili (vedi scheda fonti).The sensory notes describe the typical, recurring character of these wines, not the tasting of a single vintage; crus, producers and styles may vary. Data on appellations, years of recognition and soil verified against MIPAAF specifications and consortium sources (see sources panel).