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Territorio in bottigliaTerritory in a bottle

Cirò e la Calabria: il Gaglioppo, il rosso antico della Magna GreciaCirò and Calabria: Gaglioppo, the ancient red of Magna Graecia

Dalla costa ionica alle pendici della Sila: una denominazione del 1969 da cui nel 2025 è nata la prima DOCG della Calabria.From the Ionian coast to the slopes of the Sila: a 1969 appellation from which, in 2025, came Calabria's first DOCG.

Sulla costa ionica, all'estremo nord della provincia di Crotone, il Gaglioppo dà un rosso dal colore scarico e dalla sostanza inattesa. Si chiama Cirò ed è denominazione d'origine controllata dal 1969. Prima ancora, secondo il racconto che il disciplinare stesso conserva, si chiamava Krimisa, dal nome di una colonia greca sorta dove oggi si trova Cirò Marina. Nel 2025 la sua Riserva è salita di grado ed è diventata Cirò Classico: la prima DOCG della Calabria.On the Ionian coast, at the northern edge of the province of Crotone, Gaglioppo yields a red of pale colour and unexpected substance. It is called Cirò, and it has been a controlled designation of origin since 1969. Before that, according to the account the production rulebook itself preserves, it was called Krimisa, after a Greek colony that stood where Cirò Marina stands today. In 2025 its Riserva moved up a rung and became Cirò Classico: Calabria's first DOCG.

Da Krimisa a CiròFrom Krimisa to Cirò

Il disciplinare del Cirò, prima di parlare di rese e di gradi, si concede una pagina di memoria. Racconta che il vino di oggi discende da uno chiamato Krimisa, e che il nome viene con ogni probabilità da Cremissa, colonia greca sorta dove ora si trova Cirò Marina; lì, aggiunge, sorgeva un tempio dedicato a Bacco, e il Krimisa era il vino offerto in dono agli atleti vincitori dei giochi. Fra questi la tradizione ricorda il lottatore Milone di Crotone, che di quel vino era un estimatore. Sono racconti tramandati, non atti notarili, e il disciplinare li presenta per quello che sono.

Documentato è invece il seguito: per rinnovare quella memoria, nel 1968 il Cirò fu servito come vino ufficiale alle Olimpiadi di Città del Messico. L'anno dopo, il 2 aprile 1969, arrivava il decreto che ne faceva una denominazione d'origine controllata, fra le prime del Sud.
Before it gets to yields and degrees, the Cirò rulebook allows itself a page of memory. It recounts that today's wine descends from one called Krimisa, and that the name most likely comes from Cremissa, a Greek colony that stood where Cirò Marina now lies; there, it adds, rose a temple to Bacchus, and Krimisa was the wine offered to the athletes who won the games. Among them tradition remembers the wrestler Milo of Croton, who was fond of it. These are handed-down stories, not notarial deeds, and the rulebook presents them for what they are.

What is documented is what followed: to renew that memory, in 1968 Cirò was poured as the official wine of the Mexico City Olympics. The year after, on 2 April 1969, came the decree that made it a controlled designation of origin, among the earliest in the South.

Tra lo Ionio e la SilaBetween the Ionian and the Sila

Il comprensorio sta all'estremo nord della provincia di Crotone: venticinque chilometri di costa ionica e più di dieci chilometri di entroterra che salgono, collina dopo collina, fino alle prime pendici della Sila. Dalle terrazze fluviali affacciate sul mare si passa a colline dal profilo regolare, poi alle zone più interne, dalle pendenze più aspre. Sotto, sedimenti pliocenici appoggiati su un basamento cristallino paleozoico. Sui rilievi collinari, che occupano gran parte del comprensorio, dominano formazioni sabbiose e conglomeratiche; sulle antiche terrazze fluviali i suoli sono più alterati, con un orizzonte di accumulo d'argilla.

Il clima va dal subumido al subarido. Le piogge si concentrano fra autunno e inverno — il massimo in ottobre — e toccano il minimo a giugno. È un ambiente che mette la vite alla prova: il disciplinare registra una forte deficienza idrica in estate. Vale la pena dirlo, perché la scorciatoia è facile: i minerali del suolo non passano nel calice. Suolo e clima agiscono sulla pianta — su quanto matura, su quanta acqua trova — e ciò che nel vino chiamiamo sapidità o tensione è un modo di descrivere una sensazione, non un travaso di roccia.
The district sits at the northern edge of the province of Crotone: twenty-five kilometres of Ionian coastline and more than ten kilometres of hinterland climbing, hill after hill, to the first slopes of the Sila. From river terraces overlooking the sea you move to evenly shaped hills, then to the inland stretches, with sharper gradients. Beneath them lie Pliocene sediments resting on a Palaeozoic crystalline basement. On the hills, which cover most of the district, sandy and conglomeratic formations prevail; on the old river terraces the soils are more weathered, with a horizon of accumulated clay.

The climate ranges from sub-humid to semi-arid. Rain falls mostly between autumn and winter — peaking in October — and reaches its low in June. It is a testing place for a vine: the rulebook records a marked summer water deficit. This is worth saying, because the shortcut is an easy one: minerals in the soil do not pass into the glass. Soil and climate act on the plant — on how it ripens, on how much water it finds — and what we call salinity or tension in a wine is a way of describing a sensation, not rock poured into a bottle.

Il Gaglioppo, figlio del SangioveseGaglioppo, a child of Sangiovese

Per secoli il Gaglioppo è stato semplicemente l'uva di casa. Poi le analisi del DNA hanno mostrato che nasce dall'incrocio fra il Sangiovese e il Mantonico bianco, varietà calabrese: dagli stessi genitori discende, fra gli altri, il Nerello Mascalese dell'Etna. Una parentela che spiega più di un tratto.

Nel bicchiere il colore è un rubino non profondo, con riflessi violacei da giovane, che vira presto al granato: chi si aspetta un rosso del Sud denso e scuro resta spiazzato. Il naso è di frutta rossa matura, con una nota di spezia e, con gli anni, di erbe secche della macchia. La bocca è la parte più convincente: secco, caldo, di corpo, abbastanza tannico, con tannini che l'affinamento smussa fino a renderli vellutati — è la parola che usa il disciplinare stesso. La freschezza regge il calore dell'alcol e invita al sorso successivo.

Dal Gaglioppo nasce anche un rosato di lunga tradizione, mentre nel Cirò bianco il posto è del Greco bianco: un'uva diversa dal Greco di Tufo campano, con cui condivide solo il nome.
For centuries Gaglioppo was simply the local grape. Then DNA analysis showed that it was born of a cross between Sangiovese and Mantonico bianco, a Calabrian variety: the same parents produced, among others, Nerello Mascalese on Etna. A kinship that explains more than one trait.

In the glass the colour is a light ruby, violet-tinged when young, turning to garnet early on: anyone expecting a dense, dark southern red will be caught off guard. The nose offers ripe red fruit, a note of spice and, with age, the dry herbs of the scrubland. The palate is the most convincing part: dry, warm, full-bodied, fairly tannic, its tannins smoothed by ageing until they turn velvety — the very word the rulebook uses. Freshness carries the warmth of the alcohol and invites the next sip.

Gaglioppo also gives a rosé of long standing, while in white Cirò the place belongs to Greco bianco: a grape distinct from Campania's Greco di Tufo, with which it shares only the name.

Dal Cirò DOC al Cirò Classico DOCGFrom Cirò DOC to Cirò Classico DOCG

Il disciplinare, nella sua versione vigente, chiede nel rosso e nel rosato almeno l'80% di Gaglioppo; il bianco vuole almeno l'80% di Greco bianco. La zona comprende per intero i comuni di Cirò e Cirò Marina, e in parte quelli di Melissa e Crucoli. La menzione «classico» è riservata ai soli due comuni di Cirò e Cirò Marina; «superiore» spetta al rosso che arriva al consumo con almeno 13,50% vol; «riserva» al superiore — anche classico — invecchiato almeno due anni.

Su quest'ultimo gradino il Consorzio di tutela dei vini Cirò e Melissa ha costruito, a partire dal 2019, la salita alla DOCG. La proposta di disciplinare è comparsa in Gazzetta Ufficiale nel dicembre 2023; il 18 luglio 2025 un regolamento di esecuzione dell'Unione europea ha iscritto «Cirò Classico» nel registro delle indicazioni geografiche. È la prima DOCG della Calabria, una regione che ha altre denominazioni di carattere — Melissa, Savuto, Terre di Cosenza, il dolce Greco di Bianco — ma nessuna, finora, era salita di grado. La zona del Classico misura circa 9.000 ettari, e vi lavorano oltre 300 viticoltori e 71 cantine.
Today's rulebook asks, in red and rosé, for at least 80% Gaglioppo; the white calls for at least 80% Greco bianco. The zone covers the whole municipalities of Cirò and Cirò Marina, and parts of Melissa and Crucoli. The term 'classico' is reserved for the two municipalities of Cirò and Cirò Marina alone; 'superiore' goes to a red released at 13.50% vol or more; 'riserva' to a superiore (classico included) aged at least two years.

It is on this last rung that the Consorzio protecting the wines of Cirò and Melissa built, from 2019 onwards, the climb to DOCG. The draft rulebook appeared in the Italian official gazette in December 2023; on 18 July 2025 a European Union implementing regulation entered 'Cirò Classico' in the register of geographical indications. It is Calabria's first DOCG — a region with other appellations of character, from Melissa to Savuto, from Terre di Cosenza to the sweet Greco di Bianco, none of which had until now moved up a rung. The Classico zone measures roughly 9,000 hectares, worked by more than 300 growers and 71 wineries.

A tavolaAt the table

Il Cirò rosso ha calore e tannino, e sta bene dove la cucina calabrese è più schietta. Il capretto al forno con le patate è l'abbinamento di casa: la carne è grassa e saporita, e la freschezza del vino l'alleggerisce mentre il tannino regge la crosta arrostita. I maccheroni al ragù di maiale, lunghi da cuocere e ricchi, chiedono un rosso di corpo come questo. Sul pecorino crotonese stagionato, asciutto e salato, meglio una riserva, con i tannini già levigati dagli anni.

Serviamolo fra i 16 e i 18 °C, in un calice ampio: oltre i venti gradi l'alcol prende il sopravvento. E se il piatto viene dal mare — alici fritte, pesce azzurro alla brace — c'è il rosato dello stesso Gaglioppo, fresco e leggero, da bere entro l'anno.
Red Cirò has warmth and tannin, and it belongs where Calabrian cooking is at its plainest. Kid roasted with potatoes is the pairing of the house: the meat is fatty and full-flavoured, and the freshness of the wine lightens it while the tannin stands up to the roasted crust. Maccheroni with a slow pork ragù, long-cooked and rich, call for a full-bodied red like this one. With aged pecorino from the Crotone hills, dry and salty, reach for a riserva, its tannins already polished by the years.

Serve it between 16 and 18 °C in a wide glass: above twenty degrees the alcohol takes over. And if the dish comes from the sea — fried anchovies, oily fish off the grill — there is the rosé from the same Gaglioppo, fresh and light, to drink within the year.

DenominazioneAppellationCirò DOC (D.P.R. 2 aprile 1969) · Cirò Classico DOCG (2025)Cirò DOC (Decree of 2 April 1969) · Cirò Classico DOCG (2025)
VitignoGrapeGaglioppo, minimo 80% nel Cirò rossoGaglioppo, at least 80% in red Cirò
ZonaZoneCirò e Cirò Marina, in parte Melissa e Crucoli (Crotone)Cirò and Cirò Marina, parts of Melissa and Crucoli (Crotone)
Zona del ClassicoClassico zoneCirca 9.000 ettari, oltre 300 viticoltoriAbout 9,000 hectares, over 300 growers
GradazioneAlcohol12,50% vol minimo (superiore 13,50%)12.50% vol minimum (superiore 13.50%)
ServizioServing16–18 °C, calice ampio16–18 °C, wide glass

Profilo caratteristico della denominazione, non la degustazione di una singola annata o bottiglia. I dati normativi vengono dal disciplinare ufficiale e dagli atti di riconoscimento; nessun punteggio e nessun premio.The characteristic profile of the appellation, not a tasting note on a single vintage or bottle. Regulatory data come from the official rulebook and the recognition acts; no scores, no awards.