DOCG, DOC, IGT, % vol, solfiti, QR code: sei voci in pochi centimetri quadrati. Non servono anni di studio per capirle — bastano pochi minuti e cambiano il modo di scegliere una bottiglia.DOCG, DOC, IGT, % vol, sulphites, QR code: six entries in a few square centimetres. You don't need years of study to understand them — a few minutes is all it takes, and they change the way you choose a bottle.
Le voci che ci devono sempre essereThe mandatory entries
Per legge (Reg. UE 1308/2013, art. 119) ogni bottiglia di vino commercializzata nell'Unione Europea deve riportare alcune informazioni obbligatorie: la categoria del prodotto (ad esempio «vino» o «vino spumante»), il titolo alcolometrico volumico effettivo — la gradazione, indicata in % vol —, il nome e l'indirizzo dell'imbottigliatore, l'indicazione di provenienza (es. «Prodotto in Italia»), e la menzione dei solfiti quando presenti oltre la soglia di legge. Per gli spumanti compare anche il tenore zuccherino: è lì che trovate brut, extra dry, dry e le altre diciture.Under EU law (Reg. 1308/2013, Art. 119) every wine bottle sold in the European Union must carry certain mandatory entries: the product category (e.g. 'wine' or 'sparkling wine'), the actual alcoholic strength by volume (% vol), the bottler's name and address, a provenance indication ('Product of Italy'), and a mention of sulphites when present above the legal threshold. For sparkling wines, the sugar dosage also appears — that is where you find brut, extra dry, dry and the rest.
DOCG, DOC, IGT: la gerarchia italianaDOCG, DOC, IGT: the Italian quality hierarchy
Questa è la parte che dà più contesto a una bottiglia. Le denominazioni italiane si articolano su tre livelli. La DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) è la categoria con le regole più stringenti: zona delimitata, disciplinare severo, controlli alla produzione. La DOC (Denominazione di Origine Controllata) ha un'impostazione simile ma meno restrittiva. L'IGT (Indicazione Geografica Tipica) è più aperta per zona e vitigni — e non è una penalità: molti grandi vini italiani scelgono l'IGT proprio per avere libertà espressiva. Nel linguaggio europeo, DOP (Denominazione di Origine Protetta) corrisponde a DOCG e DOC; IGP (Indicazione Geografica Protetta) corrisponde all'IGT: potreste trovare entrambe le diciture in etichetta.This is the entry that gives a bottle the most context. Italian denominations work on three levels. DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) is the strictest category: defined zone, tight regulations, production controls. DOC (Denominazione di Origine Controllata) follows a similar framework but less restrictively. IGT (Indicazione Geografica Tipica) is broader for zone and grape varieties — and that is not a penalty: many of Italy's greatest wines choose IGT precisely for creative freedom. In EU terms, PDO (Protected Designation of Origin) corresponds to DOCG and DOC; PGI (Protected Geographical Indication) corresponds to IGT — you may find both sets of terms on labels.
Dentro la denominazione, poi, alcune menzioni tradizionali segnalano un gradino di qualità in più: «Classico» indica il cuore storico e originario di una zona, «Superiore» di norma richiede una gradazione minima più alta, «Riserva» segnala un invecchiamento più lungo prima dell'uscita in commercio, e «Gran Selezione» è il gradino più alto, riservato al Chianti Classico. Quando accanto al nome compare quello di un singolo vigneto — il cru — vuol dire che le uve vengono da una parcella precisa e rivendicata. Tre esempi da cercare proprio così sullo scaffale:Within a denomination, a few traditional mentions then signal a further step up in quality: 'Classico' marks the historic, original heart of a zone, 'Superiore' usually calls for a higher minimum alcohol, 'Riserva' signals longer ageing before release, and 'Gran Selezione' is the highest rung, reserved for Chianti Classico. When a single vineyard's name — the cru — appears beside the wine, it means the grapes come from one specific, claimed parcel. Three examples to look for exactly as written on the shelf:
- Su un Barolo DOCG «DOCG» e il nome del comune stanno scritti insieme: garanzia di qualità e origine in una riga sola.On a Barolo DOCG, 'DOCG' and the village name are written together: quality guarantee and origin in a single line.
- La menzione «Gran Selezione» compare per esteso solo sul Chianti Classico: è il vertice della piramide qualitativa di quella denominazione.The words 'Gran Selezione' appear in full only on Chianti Classico: the top of that denomination's quality pyramid.
- Quando «Riserva» è affiancato al nome di un cru dice due cose insieme: invecchiamento più lungo e uve da un singolo vigneto.When 'Riserva' sits next to a cru name it says two things at once: longer ageing and grapes from a single vineyard.
Vitigno, annata, gradazione: tre segnali sul carattereGrape variety, vintage, strength: three signals about character
Il nome del vitigno — Sangiovese, Nebbiolo, Vermentino, Glera — può comparire in etichetta quando il vino rispetta i requisiti del disciplinare o della categoria. Non è un'informazione obbligatoria per tutti i vini, ma quando c'è indica l'uva prevalente o rivendicata. L'annata, quando c'è, indica l'anno di vendemmia delle uve: vi dà il millesimo e, se conoscete un po' il territorio, un'idea dell'andamento climatico di quella stagione. Attenzione però: molti spumanti — gran parte degli Champagne e dei Metodo Classico — sono senza annata, perché nascono dall'assemblaggio di più vendemmie; e la data che a volte si legge su quelle bottiglie è quella di sboccatura (dégorgement), che non è l'anno della vendemmia. La gradazione (% vol) è un primo segnale di struttura: tendenzialmente sotto i 12° ci sono vini più leggeri e freschi, oltre i 14° vini più pieni e caldi al palato. Non è una regola assoluta — dipende molto dal vitigno e dalla zona — ma è un punto di partenza utile.The grape variety name — Sangiovese, Nebbiolo, Vermentino, Glera — may appear on the label when the wine meets its appellation requirements. It is not mandatory for all wines, but when present it tells you the main or claimed variety. The vintage, when shown, is the year the grapes were harvested: it gives you the millésime and, with some feel for the territory, a sense of that season's weather. One caveat, though: many sparkling wines — much of Champagne and Metodo Classico — carry no vintage at all, being blended from several harvests; and the date you sometimes see on those bottles is the disgorgement (dégorgement) date, not the harvest year. Alcoholic strength (% vol) is a first read on body: broadly, below 12% you find lighter, fresher wines; above 14%, fuller and warmer ones. It is not an absolute rule — it depends greatly on the grape and zone — but it is a useful starting point.
«Contiene solfiti»: niente allarmismo'Contains sulphites': no need to worry
Quasi tutte le etichette riportano «contiene solfiti». L'anidride solforosa viene usata in vinificazione come conservante: inibisce batteri e ossidazione, e garantisce stabilità al vino nel tempo. La legge impone di segnalarla quando supera i 10 mg/l — soglia che quasi ogni vino convenzionale supera. Vale la pena sapere che l'anidride solforosa si forma anche naturalmente durante la fermentazione, quindi è presente in ogni vino anche senza aggiunte esterne. Chi ha una vera sensibilità clinica ai solfiti lo sa già; per tutti gli altri, «contiene solfiti» è una dicitura di trasparenza, non un campanello d'allarme.Nearly every label carries the line 'contains sulphites'. Sulphur dioxide is used in winemaking as a preservative: it inhibits bacteria and oxidation, keeping the wine stable over time. The law requires its mention when it exceeds 10 mg/l — a threshold almost every conventional wine crosses. It is worth knowing that sulphur dioxide also forms naturally during fermentation, so it is present in every wine even without external additions. Those with a genuine clinical sensitivity to sulphites are already aware of it; for everyone else, 'contains sulphites' is a transparency disclosure, not a warning.
Dal dicembre 2023: il QR code in etichettaSince December 2023: the QR code on the label
Con il Reg. UE 2021/2117, entrato in vigore l'8 dicembre 2023, i vini commercializzati nell'Unione devono riportare i valori nutrizionali e la lista degli ingredienti. Sull'etichetta fisica deve comparire almeno il valore energetico; per gli altri dati — zuccheri, grassi, proteine, ingredienti completi — i produttori possono usare un QR code che rimanda a una scheda digitale (la cosiddetta e-label). Una novità concreta: per la prima volta chi compra una bottiglia può sapere cosa c'è davvero dentro. La normativa prevede anche che le informazioni accessibili via QR code non vengano usate per raccogliere dati personali né per fare marketing diretto.Under EU Reg. 2021/2117, which came into force on 8 December 2023, wines sold in the Union must carry nutritional values and an ingredient list. At least the energy value must appear on the physical label; for the remaining data — sugars, fats, proteins, full ingredient list — producers may use a QR code linking to a digital record (the so-called e-label). A concrete step forward: for the first time, anyone buying a bottle can know exactly what is in it. The regulation also specifies that information accessible via QR code must not be used to collect personal data or for direct marketing.
Le norme sull'etichettatura del vino sono in continua evoluzione. Questo articolo riflette il quadro in vigore dal dicembre 2023. Per approfondimenti normativi: Reg. UE 1308/2013 art. 119 e Reg. UE 2021/2117.Wine labelling rules are continuously evolving. This article reflects the framework in force from December 2023. For regulatory details: EU Reg. 1308/2013 Art. 119 and EU Reg. 2021/2117.