Alla fine dell'Ottocento il Perricone era quasi l'unica uva nera coltivata nelle province di Trapani — dove lo chiamavano Pignatello — e di Palermo. Poi, già nella prima metà del Novecento, la sua diffusione è crollata, e il fondo è arrivato nel 2012: in Sicilia ne restavano 264 ettari. Da quel minimo è ripartito, e nel 2021 l'Osservatorio dell'Istituto regionale del vino e dell'olio ne contava poco meno di seicento. Nel bicchiere è un rosso di colore fitto, con frutto scuro, una nota di ginepro e un tannino che asciuga.In the late nineteenth century Perricone was almost the only black grape grown in the provinces of Trapani — where it went by the name Pignatello — and Palermo. Its spread collapsed as early as the first half of the twentieth century, and the bottom came in 2012: 264 hectares left in Sicily. It has grown back from there, and in 2021 the observatory of the regional wine and oil institute counted a little under six hundred. In the glass it is a deeply coloured red, with dark fruit, a note of juniper and a tannin that dries the mouth.
Il carattereThe character
Dove cresceWhere it grows
Il Perricone è un'uva della Sicilia centro-occidentale, e i numeri lo dicono senza margini: l'ultima ripartizione per provincia, quella del 2011, ne contava circa 109 ettari nel Palermitano, 79 nell'Agrigentino, 78 nel Trapanese e 68 nel Nisseno, e nulla nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa. Oggi è coltivabile su tutto il territorio regionale — è una delle settantuno varietà idonee in Sicilia — ma il suo baricentro non si è spostato.Perricone is a grape of central-western Sicily, and the figures leave no room for doubt: the latest province-by-province breakdown, from 2011, counted about 109 hectares in the Palermo area, 79 around Agrigento, 78 around Trapani and 68 around Caltanissetta, and none at all in the provinces of Catania, Syracuse and Ragusa. Today it may be planted anywhere in the region — it is one of the seventy-one varieties approved for Sicily — but its centre of gravity has not moved.
La denominazione che lo ha messo al centro è Monreale, sulla collina alle spalle di Palermo: vigne fra i 300 e i 600 metri, suoli bruni e vertisuoli con tessitura che va dal sabbioso all'argilloso, circa 800 millimetri di pioggia l'anno concentrati fra autunno e inverno e una siccità estiva lunga, da maggio a ottobre. Più a ovest, nell'Agro di Trapani, cresce su terreni argilloso-calcarei in un clima asciutto e ventilato; nella valle del Belice destro, dentro lo stesso comune di Monreale, le vigne scendono fra i 200 e i 300 metri su suoli franco-argillosi.The appellation that put it at the centre is Monreale, in the hills behind Palermo: vineyards between 300 and 600 metres, brown soils and vertisols with textures running from sandy to clayey, around 800 millimetres of rain a year concentrated in autumn and winter, and a long summer drought from May to October. Further west, in the Agro di Trapani, it grows on clay-limestone ground in a dry, breezy climate; in the Belice Destro valley, within the same municipality of Monreale, the vineyards drop to between 200 and 300 metres on clay-loam soils.
Fuori dalla Sicilia il Registro Nazionale lo ammette in un paio di IGT del Nord, ma le superfici censite sono tutte isolane. Qui il Perricone entra da solo oppure insieme al Nero d'Avola — è così che nasce il rosso di Monreale — e concorre, con altre uve nere, al Marsala nella versione Rubino.Outside Sicily the national register allows it in a couple of northern IGTs, but every recorded hectare is on the island. Here Perricone goes into the bottle on its own or alongside Nero d'Avola — that is how the red of Monreale is made — and it plays a part, with other black grapes, in the Rubino version of Marsala.
Qui il Perricone non è una possibilità fra tante: nel rosso, anche nella versione Riserva, e nel rosato la denominazione ne chiede almeno il 60%, con il Nero d'Avola fino al 40% e, per la parte restante, altre uve a bacca nera idonee in Sicilia. La zona è la collina alle spalle di Palermo — il comune di Monreale, più Camporeale, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Piana degli Albanesi, Santa Cristina Gela, Corleone e Roccamena — con le vigne fra i 300 e i 600 metri, circa 800 millimetri di pioggia l'anno concentrati fra autunno e inverno e una siccità che si prolunga da maggio a ottobre.Here Perricone is not one option among many: for the red, Riserva included, and for the rosé the appellation calls for at least 60% of it, with Nero d'Avola up to 40% and, for the remaining share, other black grapes approved for growing in Sicily. The zone is the hill country behind Palermo — the municipality of Monreale plus Camporeale, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Piana degli Albanesi, Santa Cristina Gela, Corleone and Roccamena — with vineyards between 300 and 600 metres, around 800 millimetres of rain a year concentrated in autumn and winter, and a drought that runs from May to October.
Le denominazioniThe denominations
In cantina · gli stiliIn the cellar · the styles
A tavolaAt the table
Il tannino asciutto e il corpo pieno chiedono piatti sostanziosi. Le costolette d'agnello alla brace sono l'abbinamento più naturale: la carne fondente addolcisce il tannino, e la nota di ginepro del vino ritrova quella delle erbe della marinatura. Funziona allo stesso modo con la salsiccia al finocchietto e con la carne alla pizzaiola, dove il sugo lungo e saporito regge l'intensità del vino senza coprirlo.The dry tannin and the body call for substantial dishes. Grilled lamb chops are the most natural match: the meltingly tender meat softens the tannin, and the wine's juniper note meets the herbs of the marinade. It works just as well with fennel sausage and with beef alla pizzaiola, where the long, savoury tomato sauce stands up to the intensity of the wine without smothering it.
Sui formaggi conviene salire di stagionatura: un caciocavallo di media stagionatura o un pecorino siciliano hanno il sapore deciso e il grasso che il tannino del Perricone sa tagliare. E la parmigiana di melanzane, ricca e filante, sta in piedi benissimo. Si serve fra i 16 e i 18 °C: sotto, il tannino si irrigidisce (ne parliamo nella guida alla temperatura di servizio).With cheese it pays to go older: a medium-aged caciocavallo or a Sicilian pecorino have the assertive flavour and the fat that Perricone's tannin cuts through. And aubergine parmigiana, rich and stringy with cheese, holds up perfectly well. Serve it between 16 and 18 °C: any colder and the tannin stiffens up (we cover this in our guide to serving temperature).
Si chiama ancheAlso known as
CuriositàDid you know
Il nome Pignatello, che nel Trapanese ha accompagnato questa uva per generazioni, viene probabilmente dalle «pignatidare»: le terre rosse della zona che servivano a fabbricare le pignatte da cucina e che si sono rivelate particolarmente adatte alla vite. La spiegazione la riporta, con la stessa prudenza, l'Istituto regionale del vino e dell'olio, citando il volume «Vitigni di Sicilia» di M. Bica.The name Pignatello, which followed this grape for generations around Trapani, probably comes from the 'pignatidare': the red soils of the area that were used to make cooking pots and that turned out to suit the vine particularly well. The regional wine and oil institute reports the explanation with the same caution, citing the volume 'Vitigni di Sicilia' by M. Bica.
Gli altri nomi raccolti nell'Ottocento non hanno retto alla prova del campo. Il barone Antonio Mendola registrava «Perricone nera», Carpentieri annotava «Guarnaccia nera» nell'Agrigentino e «Tuccarino di Catania» nell'Ennese; ma gli ampelografi che nel 1965 descrissero la varietà per il Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, lavorando su una vite della collezione dell'Istituto tecnico agrario di Marsala, di quei nomi ne ritrovarono uno solo: Pignatello, nelle province di Palermo e Trapani.The other names collected in the nineteenth century did not survive fieldwork. Baron Antonio Mendola recorded 'Perricone nera', Carpentieri noted 'Guarnaccia nera' around Agrigento and 'Tuccarino di Catania' around Enna; but the ampelographers who described the variety in 1965 for the Ministry of Agriculture and Forestry, working on a vine from the collection of the agricultural institute of Marsala, found only one of those names still in use: Pignatello, in the provinces of Palermo and Trapani.
Dati ampelografici, sinonimi ufficiali ed elenco delle denominazioni dal Registro Nazionale delle Varietà di Vite (scheda 185); superfici e storia della coltivazione dall'Osservatorio dell'Istituto regionale del vino e dell'olio della Regione Siciliana; percentuali, zona e caratteristiche dai testi vigenti dei disciplinari Sicilia DOC e Monreale DOC. Oltre a quelle siciliane elencate qui sopra, il Registro ammette il Perricone anche in due IGT del Nord Italia.Ampelographic data, official synonyms and the list of appellations come from the Italian national register of vine varieties (record 185); surface areas and the history of the plantings from the observatory of the regional wine and oil institute of Sicily; percentages, zone and characteristics from the texts in force of the Sicilia DOC and Monreale DOC production rules. Besides the Sicilian ones listed above, the register also allows Perricone in two northern Italian IGTs.