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Vino della settimana · Lago di Caldaro DOCWine of the week · Lago di Caldaro DOC

Lago di Caldaro DOC: il rosso che si beve frescoLago di Caldaro DOC: the red you drink chilled

Lago di Caldaro DOC · Kalterersee · Alto AdigeLago di Caldaro DOC · Kalterersee · South Tyrol

Rubino chiaro e trasparente, ciliegia e mandorla al naso, tannino appena accennato: il Lago di Caldaro è un rosso alpino che si serve a 12-14 °C, come un bianco. Lo fa la Schiava sulle colline attorno al lago, fra Bolzano e Termeno.Pale, translucent ruby, cherry and almond on the nose, barely there tannin: Lago di Caldaro is an alpine red served at 12-14 °C, like a white. It comes from Schiava, on the hills around the lake between Bolzano and Termeno.

SchiavaSchiavaRubino chiaroPale rubyDa servire frescoServe it chilled
DenominazioneAppellationLago di Caldaro DOC (Kalterersee)Lago di Caldaro DOC (Kalterersee)
RegioneRegionAlto Adige, in parte TrentinoSouth Tyrol, partly Trentino
VitignoGrapeSchiava (grossa, gentile, grigia)Schiava (grossa, gentile, grigia)
TipoTypeRosso · fermoRed · still

La denominazioneThe appellation · dal disciplinare· from the production code

VitigniGrapes
Schiava grossa e/o gentile e grigia; fino al 15% altre uve a bacca rossa idonee nelle province di Bolzano e TrentoSchiava grossa and/or gentile and grigia; up to 15% other red grapes approved in the provinces of Bolzano and Trento
ZonaArea
Colline dell'Oltradige e comuni vicini in provincia di Bolzano, più alcuni comuni della provincia di Trento; vigneti fino a 600 m, fondovalle esclusiThe Oltradige hills and neighbouring municipalities in the province of Bolzano, plus some municipalities in the province of Trento; vineyards up to 600 m, valley floors excluded
MenzioniMentions
Classico (nove comuni, fra cui Caldaro, Appiano e Termeno), classico superiore, scelto (in tedesco Auslese)Classico (nine municipalities, including Caldaro, Appiano and Termeno), classico superiore, scelto (Auslese in German)
ReseYields
Massimo 14 tonnellate di uva per ettaro; resa massima uva-vino del 70%Maximum 14 tonnes of grapes per hectare; maximum grape-to-wine yield of 70%
Gradazione minimaMinimum alcohol
10,50% vol; 11% il classico superiore; 11,50% lo scelto; 12% lo scelto classico superiore10.50% vol; 11% for classico superiore; 11.50% for scelto; 12% for scelto classico superiore

Il profiloThe profile

ColoreColour
Rosso rubino chiaro e trasparente, poco consistente nel bicchiere.Pale, translucent ruby red, with light legs in the glass.
NasoNose
Abbastanza intenso e fine: ciliegia e lampone, violetta, un ricordo di mandorla.Fairly intense and fine: cherry and raspberry, violet, a hint of almond.
BoccaPalate
Secco, fresco e poco tannico, poco caldo e di corpo contenuto; chiude abbastanza persistente sulla mandorla.Dry, fresh and lightly tannic, gentle in alcohol and restrained in body; a fairly persistent finish on almond.

La storia nel bicchiereThe story in the glass

Il Lago di Caldaro nasce nell'Oltradige, la fascia di colline che scende dalle pendici della Mendola al versante occidentale della Valle dell'Adige, fra Bolzano e Termeno; la denominazione arriva anche in alcuni comuni della provincia di Trento, e attraversa così le due province autonome del Trentino-Alto Adige. Il lago, piccolo e poco profondo, tiene mite l'aria di questa conca, e a nord le Alpi fermano i venti freddi: il disciplinare indica circa 1.800 ore di sole all'anno e terreni che cambiano da vigneto a vigneto — ghiaia lasciata dai ghiacciai sui pendii collinari, porfido rosso mescolato ad argilla e sabbia intorno a Caldaro, suoli calcareo-dolomitici nella parte meridionale. I vigneti si fermano ai 600 metri e i fondovalle restano fuori. L'uva è la Schiava, nelle tre sotto-varietà ammesse — grossa, gentile e grigia — con un margine fino al 15% per altre uve rosse della zona. Buccia sottile e grappolo largo spiegano quasi tutto il vino che ne esce: colore scarico, tannino discreto, alcol contenuto. Il disciplinare fissa il minimo a 10,50% vol per la versione base, all'11% per il classico superiore e all'11,50% per lo scelto. Vale la pena fermarsi su quest'ultima parola, perché in tedesco lo scelto si chiama Auslese e non ha niente a che vedere con i vini dolci tedeschi che portano lo stesso nome: qui indica soltanto uve selezionate, con un grado naturale più alto. Il classico, invece, è pura geografia — Caldaro, Appiano, Termeno, Cortaccia, Vadena, Egna, Montagna, Ora e Bronzolo. Che qui si faccia vino da molto tempo lo dice il disciplinare stesso, che fa risalire la viticoltura di questa fascia a oltre duemila anni fa e cita il commercio verso l'Austria e la Germania meridionale in epoca medievale. La mano dell'uomo, però, oggi si vede soprattutto nella scelta di quanto produrre. La norma consente fino a 14 tonnellate di uva per ettaro e una resa in vino del 70%: numeri larghi, pensati per un vino che per decenni ha riempito le tavole di mezza Europa centrale. Le bottiglie migliori scendono molto sotto quei limiti: Cantina Kaltern dichiara 55 ettolitri per ettaro sulla Quintessenz, il Novis del Ritterhof 65. Vengono spesso da vigne vecchie allevate a pergola — il tetto di foglie che ripara i grappoli dal sole diretto — accanto alle spalliere più recenti, che il disciplinare registra come il sistema arrivato dopo. Lo stesso movimento si legge nei numeri del Consorzio Vini Alto Adige: la superficie a Schiava è scesa a 468 ettari, l'8% del vigneto provinciale, mentre la qualità di ciò che si imbottiglia è cresciuta, al punto che il Consorzio parla apertamente di una riscoperta. Meno ettari, dunque, ma vigne migliori e rese più basse: è la stessa strada che l'Alto Adige ha percorso negli ultimi trent'anni sui suoi bianchi, arrivata con qualche anno di ritardo al rosso di casa.Lago di Caldaro comes from the Oltradige, the belt of hills that drops from the slopes of the Mendola to the western side of the Adige valley, between Bolzano and Termeno; the appellation also reaches a few municipalities in the province of Trento, so it straddles the two autonomous provinces of Trentino-Alto Adige. The lake, small and shallow, keeps the air in this basin mild, and to the north the Alps hold back the cold winds: the production code records some 1,800 hours of sunshine a year and soils that change from vineyard to vineyard — gravel left by the glaciers on the hillsides, red porphyry mixed with clay and sand around Caldaro, limestone-dolomite soils in the southern part. Vineyards stop at 600 metres and valley floors are excluded. The grape is Schiava, in the three sub-varieties allowed — grossa, gentile and grigia — with room for up to 15% of other local red grapes. Thin skins and loose bunches explain most of the wine that follows: pale colour, discreet tannin, modest alcohol. The code sets the minimum at 10.50% vol for the basic version, 11% for classico superiore and 11.50% for scelto. That last word is worth a pause, because in German scelto is Auslese, and it has nothing to do with the sweet German wines of the same name: here it simply means selected grapes with a higher natural degree. Classico, on the other hand, is pure geography — Caldaro, Appiano, Termeno, Cortaccia, Vadena, Egna, Montagna, Ora and Bronzolo. The code itself notes how long wine has been made here, tracing viticulture in this belt back more than two thousand years and mentioning the trade towards Austria and southern Germany in medieval times. Today, though, the human hand shows above all in the choice of how much to produce. The rules allow up to 14 tonnes of grapes per hectare and a grape-to-wine yield of 70%: generous figures, designed for a wine that for decades filled tables across central Europe. The best bottles sit well below those limits: Cantina Kaltern declares 55 hectolitres per hectare for Quintessenz, Ritterhof's Novis 65. They often come from old vines trained on the pergola — the roof of leaves that shields the bunches from direct sun — alongside the more recent trellises, which the code records as the system that came later. The same shift can be read in the figures of the Alto Adige wine consortium: the area planted to Schiava has fallen to 468 hectares, 8% of the province's vineyard, while the quality of what goes into bottle has risen, to the point that the consortium openly speaks of a rediscovery. Fewer hectares, then, but better vineyards and lower yields: the same road South Tyrol has travelled over the past thirty years with its whites, reaching its home red a few years later.

A tavolaAt the table

Poco tannino, buona freschezza e corpo contenuto: il Lago di Caldaro sta bene sui piatti di ogni giorno della cucina altoatesina e, servito freddo, arriva anche dove i rossi di solito non si spingono.Little tannin, good freshness and a light body: Lago di Caldaro sits well with the everyday dishes of South Tyrolean cooking and, served chilled, reaches places where reds usually do not go.

ServizioServing12–14 °C
Calice medio; un'ora in frigorifero prima di aprire. A temperatura d'ambiente perde la freschezza che lo sostiene.Medium glass; an hour in the fridge before opening. At room temperature it loses the freshness that holds it up.
Fascia di prezzoPrice range€/€€
Circa 9-13 € le etichette di larga distribuzione; circa 15-20 € le selezioni da singola vigna e da viti vecchie.Around €9-13 for widely distributed labels; around €15-20 for single-vineyard and old-vine selections.

Il verdettoThe verdict

Un rosso alpino di misura, che sceglie la freschezza invece del peso: ciliegia e mandorla, tannino discreto, un sorso che si beve volentieri freddo. D'estate sta bene su un tagliere di speck e su una trota alla griglia; d'inverno accompagna i canederli senza sovrastare il piatto.An alpine red of measure, choosing freshness over weight: cherry and almond, discreet tannin, a wine that is good served cold. In summer it suits a board of speck or grilled trout; in winter it goes with canederli without overpowering the dish.

Profilo tipico e ricorrente della denominazione, non la degustazione di una singola annata o di un singolo produttore: le menzioni (classico, classico superiore, scelto) e le scelte di cantina cambiano il carattere del vino. I dati normativi vengono dal disciplinare pubblicato dal Ministero e dalla Camera di commercio di Bolzano.A typical, recurring profile of the appellation, not the tasting of a single vintage or producer: the mentions (classico, classico superiore, scelto) and cellar choices change the character of the wine. The regulatory figures come from the production code published by the Ministry and by the Bolzano Chamber of Commerce.